La Madonna che scappa a rischio Timori a un mese dalla Pasqua

Il decreto del governo che vieta manifestazioni e assembramenti può essere esteso ulteriormente Si teme anche per la processione. Il sindaco: «Situazione in divenire, la scelta non sarà nostra»
SULMONA. L’emergenza coronavirus rischia di far saltare i celebri riti della Settimana santa sulmonese. Le tradizionali processioni millenarie, infatti, potrebbero concretamente non tenersi per via delle misure di prevenzione al contagio emanate dal governo nell’ultimo decreto. In caso di una più che probabile proroga, le disposizioni governative impediscono lo svolgimento di eventi pubblici e dunque anche della processione del Cristo morto di venerdì santo e della Madonna che scappa in piazza nella domenica di Pasqua. Al momento non sono state prese decisioni in tal senso, né dalle confraternite, né tanto meno dal Comune, dal momento che la decisione finale dipenderà dal governo. L’orientamento, però, di prolungare la chiusura delle scuole oltre il 3 aprile, e il rinvio delle elezioni comunali in autunno, sembrano non lasciare margini nemmeno agli eventi pasquali. Pasqua, infatti, sarà il 12 aprile e a giudicare dall’aumento dei contagi da coronavirus anche in Abruzzo non c’è da sperare che la situazione migliori in meno di un mese.
«Purtroppo la situazione è in divenire», afferma il sindaco Annamaria Casini, «e la scelta molto probabilmente non dipenderà da noi, ma dal governo, perciò ci atterremo a quello che ci sarà comunicato».
Tra le ipotesi più accreditate c’è una corsa “in solitaria” per la Madonna che scappa, cioè con la piazza chiusa al pubblico e i lauretani impegnati nella missione di mantenere le distanze di sicurezza mentre portano a spalla la statua e corrono verso l’acquedotto.
Chiaramente l’evento sarà trasmesso in diretta televisiva su Onda tv e sul web per coinvolgere il più possibile fedeli e appassionati, anche se non sarà certo la stessa cosa e non si sentirà il boato della folla a fine corsa. Più complicato sarà, invece, gestire la processione del Venerdì Santo, il cui coro ha tra l’altro sospeso le prove proprio per l’emergenza coronavirus. Se la piazza può essere interdetta completamente o parzialmente al pubblico, infatti, diversa è la situazione per la processione del Cristo morto, che passa dentro e fuori il centro storico e non permette un controllo diretto del pubblico.
«Siamo in attesa, come tutti», spiegano dalle confraternite, «questa volta non si tratta né di rispettare le norme della circolare Gabrielli, né quelle del post terremoto. La situazione è molto più seria e completamente nuova per tutti. In più la situazione di emergenza in atto non può essere sottovalutata». I riti pasquali sulmonesi sono antichissimi e, se quest’anno dovessero saltare, sarebbe la prima volta, perché secondo le ricostruzioni storiche non subirono variazioni nemmeno durante i periodi di guerra. La loro origine risale al Medioevo, anche se, nella loro forma attuale, vennero organizzati a partire dal XVII o XVIII secolo. Per ora la decisione resta sospesa, come le abitudini e la vita ai tempi del coronavirus.
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