La Marsica piange don Vincenzo

10 Giugno 2015

Folla in cattedrale per i funerali celebrati da monsignor Cipollone: «Era un sacerdote modello»

AVEZZANO. Lo hanno accompagnato a spalla, come a stringerlo in un ultimo, caloroso abbraccio. Don Vincenzo Amendola era un sacerdote amato da tutti. Ieri, durante la cerimonia funebre officiata dal suo figlio spirituale monsignor Emidio Cipollone, vescovo della diocesi Lanciano-Ortona, i suoi confratelli della curia marsicana hanno voluto prendere parte alla funzione e accompagnarlo per l’ultimo suo viaggio terreno. Numerosi anche i giovani e gli ex parrocchiani che hanno voluto dargli l’ultimo saluto nella cattedrale di Avezzano. Profondamente commosso il vescovo Cipollone, per il quale don Vincenzo era «una persona speciale, un uomo buono e un sacerdote modello». Don Vincenzo, classe 1930, originario di Celano, era stato ordinato a soli 23 anni. Tante le parrocchie di cui si è preso cura, Casali d’Aschi a Gioia, Ortona dei Marsi, Alba Fucens, frazione di Massa d’Albe, e tante le iniziative che ha promosso, come la costituzione di cori, la stesura di biografie sui sacerdoti marsicani e la redazione di giornalini dedicati alla diocesi, vista la sua passione per la storia.

«Grazie zio per esserci stato», ha ricordato la nipote Luigina Cornacchia al termine della funzione, «ne abbiamo parlato tante volte della tua scomparsa. Pensavo di essere pronta, invece non è stato così. Mi dicevano le parrucchiere del centro che tu sostenevi di essere sereno perché avevi la nipote dottoressa. Questo mi rende orgogliosa di questo lavoro e di te. Per me sei stato lo zio, il fratello, l’amico, il sacerdote. Greta e Aurora sono cresciute con questo zio speciale a fianco».

Eleonora Berardinetti

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