La metropolitana mai realizzata: un anno per cancellare le tracce

La rimozione dei binari, che interesseranno una strada alla volta, è già partita nella periferia ovest Colonna: «I lavori saranno completati entro il 2022». Previsti anche marciapiedi e passaggi pedonali
L’AQUILA. Andrà avanti al ritmo di 200 metri al giorno la rimozione dei binari della metropolitana di superficie, l’opera faraonica nata all’inizio degli anni 2000 e mai portata a termine, che nelle intenzioni dell’amministrazione dell’epoca era destinata a rivoluzionare la viabilità cittadina. I resti di quel progetto fallimentare sono destinati a scomparire entro il 2022 – come ha chiarito l’assessore alle Opere pubbliche Vito Colonna – a partire da via della Comunità Europea, via Leonardo da Vinci e via Amiternum, nell’immediata periferia ovest dell’Aquila, le strade dove dalla scorsa settimana si stanno rimuovendo i binari. Delle strutture del tracciato resterà visibile qualche lacerto in particolare su via Roma e davanti l’ospedale San Salvatore. Da domani riprenderanno i lavori di rimozione del binario metallico su cui veniva impostata la ruota guida del veicolo elettrico della Translhor, una specie di tram su ruote gommate. I lavori di rimozione erano stati annunciati alcuni mesi fa dall’assessore Colonna, che nelle pieghe del bilancio aveva trovato i 700mila euro necessari per l’intervento e il rifacimento dei 3,2 chilometri di asfalto da piazza d’Armi verso Pettino.
Come primo step nella rimozione del vecchio tracciato si era partiti con l’eliminazione delle pensiline delle fermate, creando non pochi problemi ai residenti delle strade interessate. Per esplicita richiesta dell’assessore Colonna, su queste strade si procederà con il rifacimento del marciapiede. Per la rimozione del binario si è scelto invece di intervenire su una strada alla volta. Questa settimana verrà rimosso il binario su via della Comunità Europea, con la successiva fresatura della vecchia base in cemento e la posa del nuovo tappetino di asfalto con 3 passaggi pedonali rialzati. Al termine, si passerà sulle strade limitrofe. La metropolitana di superficie nasce all’inizio degli anni 2000 quando l’allora amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal sindaco Biagio Tempesta, rispose a un bando della Comunità Europea per una struttura tranviaria che avrebbe dovuto collegare l’ospedale regionale al centro storico. Un vagone di colore verde fu addirittura esposto ai Quattro Cantoni. Il progetto da 30 milioni di euro, cofinanziato dall’Europa, fu accolto da polemiche feroci, per la gestione, i costi e per il percorso scelto. Le proteste andarono avanti con sit-in, esposti, ricorsi (che finirono per sancire lo stop ai lavori), richieste di risarcimenti da parte del raggruppamento d’imprese che aveva presentato il project financing e con l’avvio di una procedura di infrazione europea, poi cessata dopo l’annullamento della concessione. Ora, dopo anni, la rimozione di ciò che resta di quell’incompiuta.
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