«La mia vita segnata dal crollo delle 2 torri»

12 Settembre 2017

Lea Del Monaco l’11 settembre 2001 era sul luogo dell’attentato e figurava tra le persone scomparse

SULMONA. L’11 settembre è per lei la giornata del ricordo e del dolore. A sedici anni dal tragico attentato alle Torri Gemelle di New York, una sulmonese che quell’11 settembre era lì, rivive e decide di raccontare per la prima volta quella drammatica esperienza. Lea Del Monaco, ora 73enne, sedici anni fa si trovava in viaggio da Miami a Boston e quella mattina dell’11 settembre l’autobus sul quale viaggiava, fece tappa a New York, proprio nelle vicinanze del World Trade Center. «In quel periodo ero in vacanza in America con una mia amica e avevamo deciso di lasciare Miami per raggiungere Boston», racconta la donna. «L’autobus fece sosta proprio nelle immediate vicinanze delle Torri e mentre scendevo dal pullman ho visto quella scena terrificante, riproposta migliaia di volte dai telegiornali. Ci hanno ordinato di risalire sull’autobus. Poi, con il crollo delle torri, è cominciato l’inferno». Lea non dimenticherà mai ciò che ha visto: gente ferita, ambulanze che correvano da ogni parte, una grande nuvola di polvere che ha avvolto tutto. «Restando in autobus ci sentivamo un tantino protette, ma la paura era tanta», sottolinea la donna. «Volevamo prendere qualche altro mezzo per fuggire da quell’inferno, ma non potevamo lasciare New York. Eravamo bloccati lì. Niente acqua e bagni. E soprattutto, con i telefoni guasti non si poteva comunicare con nessuno». Il figlio Mauro, che si trovava a Sulmona, per cinque giorni non riuscì ad avere notizie della madre tanto che la Farnesina inserì la donna tra le persone disperse e probabilmente decedute. «Mio figlio prima telefonò alle compagnie di trasporti con le quali avevo viaggiato ma non seppero dargli notizie precise sul mio conto. Gli dissero solo che gli autobus erano partiti e che io ero in viaggio», prosegue Lea. «Poi attraverso alcuni amici, dopo cinque giorni di ricerche frenetiche, riuscì a sapere che ero in salvo. È stato un incubo e il solo pensiero, a distanza di tanti anni, mi fa ancora male», conclude la donna. «Ed ogni anniversario è un giorno di lutto. Penso a tanta gente che ha perso la vita in un giorno di normale lavoro, penso al dolore dei loro parenti e ancora oggi provo tanta rabbia verso quei criminali che in pochi attimi hanno seminato il terrore e provocato tanti lutti». (c.l.)
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