La mobilitazione degli agricoltori Di Pangrazio: una protesta giusta

Il sindaco si schiera e punta il dito sui costi di produzione elevati e sui guadagni ridotti all’osso: «I prodotti del nostro Fucino sono il motore trainante d’Abruzzo, nessuno può restare indifferente»
AVEZZANO. «Costi di produzione elevati e guadagni ridotti all’osso rischiano di frenare un’attività che è volano per l’economia del nostro territorio». Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, prende posizione e si schiera dalla parte degli agricoltori che, in questi giorni, hanno lanciato una protesta su vasta scala per chiedere una diversa attenzione verso un settore che, in molte regioni, sente il peso della burocrazia con regole che ostacolano l’attività e non tutelano. Partite dalla Francia, le proteste dei trattori stanno via via dilagando anche in Italia.
Il Fucino, il grande orto del Centro Italia, rappresenta sicuramente una importante fetta del Pil regionale e nazionale. «Un contesto», aggiunge il primo cittadino, «che rischia di scoraggiare un lavoro nobile che ha fatto la storia del nostro territorio, ma sul quale si abbattono e pesano come un macigno costi elevati del gasolio, dei sementi rispetto a guadagni ridotti all’osso. Una protesta», sottolinea Di Pangrazio, «verso la quale nessuno può restare fermo o indifferente. Il Governo ha il dovere di intervenire. La manovra, invece, non ha prorogato le agevolazioni Irpef sui redditi agricoli né lo sconto sull’accise del gasolio agricolo. La mobilitazione è fatta da persone che non vogliono arrendersi alla crisi, alle restrizioni, ai maggiori costi e alla concorrenza sleale di paesi da cui importiamo prodotti alimentari. Le ragioni sono condivisibili», prosegue il sindaco di Avezzano, «dato che i costi per mantenere le attività sono diventati altissimi. Poi ci sono le preoccupazioni, comprensibili, per la carne coltivata e il latte sintetico ed è, infine, certamente da affrontare il rapporto spesso conflittuale con le esigenze dei Parchi. I nostri prodotti sono il motore trainante d’Abruzzo e, insieme ad alcuni settori industriali come automotive e microelettronica, rappresentano buona parte del Pil regionale», avverte Di Pangrazio. «Qui ci sono giovani che vogliono continuare a vivere di agricoltura e allevamento. Meritano certamente che si porti a compimento il progetto per la realizzazione della rete irrigua a pressione nella piana del Fucino. E meritano che vengano prese di mira scelte penalizzanti di carattere nazionale ed europeo. Ricordo con piacere», conclude il sindaco di Avezzano, «la passione con cui i miei zii e i miei nonni hanno vissuto la difesa del lavoro nei campi, fondamentale per loro e per la nostra società. Un lavoro che rappresenta il cuore dell’identità di Avezzano e della Marsica e va attualizzato dinanzi alle sfide dell’innovazione ma senza lasciare che politiche sbagliate travolgano o imbriglino la voglia di fare».
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