«La nostra vita è stravolta e non solo economicamente»

L’AQUILA. Avrebbe potuto buttarsi sull’insegnamento. Ma dopo la laurea ha scelto l’industria, perché era un settore che le piaceva. E che le ha dato anche tante soddisfazioni. Patrizia Tomassini è...
L’AQUILA. Avrebbe potuto buttarsi sull’insegnamento. Ma dopo la laurea ha scelto l’industria, perché era un settore che le piaceva. E che le ha dato anche tante soddisfazioni. Patrizia Tomassini è stata la responsabile del laboratorio di ricerca aquilano negli ultimi due anni. E ora, dopo 30 anni di lavoro, è tra i 65 che si aggrappano alla speranza di un’azienda che sappia riconoscere la loro professionalità. «In questo territorio», afferma, «purtroppo non si intravedono alternative, soprattutto a causa della nostra età. Questo accresce l’amarezza. Io ho un figlio che studia fuori e questo significa ulteriori spese da sostenere. Ho dato tanto alla mia azienda e col senno di poi mi chiedo se ho fatto le scelte giuste». Lo stato d'animo va peggiorando, anche pensando a come la Intecs abbia gestito la fase dei licenziamenti, risultando alla fine morosa nei confronti dei lavoratori. I ricercatori hanno fatto ricorso contro i licenziamenti, ritenendoli ingiusti, visto che le problematiche sono state addebitate solo al sito dell'Aquila. «La nostra vita quotidiana», prosegue Tomassini, «è stata completamente stravolta: e non parlo solo del tenore economico. Parlo delle difficoltà ad accettare, a livello psicologico, la condizione di inattività: un fardello pesante, che ci accompagna da quattro mesi. Ci sforziamo di restare uniti, perché sappiamo che come gruppo specializzato nel settore delle telecomunicazioni abbiamo più opportunità di essere ricollocati all’interno di nuove realtà industriali. Ma ognuno», conclude, «ha storie diverse e per i più giovani, che hanno i figli in età scolare e magari un mutuo da pagare, il peso è insopportabile».(r.s.)
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