La parola magica è “de minimis”, franchigia a compensazione dei danni

8 Dicembre 2016

Con la dicitura “de minimis” si intende la franchigia stabilita come compensazione dei danni procurati dal terremoto alle aziende. Soglia che la Regione (nella foto il vicepresidente Giovanni Lolli)...

Con la dicitura “de minimis” si intende la franchigia stabilita come compensazione dei danni procurati dal terremoto alle aziende.

Soglia che la Regione (nella foto il vicepresidente Giovanni Lolli) e le associazioni di categoria, avevano chiesto di elevare a 500mila euro, proprio per assottigliare la platea delle imprese che avrebbero dovuto restituire in toto le tasse, compreso l’iniziale abbattimento del 40 per cento.

Ma la richiesta è tornata al mittente. Se il “de minimis” fosse stato portato a 500mila euro, solo 26 aziende sarebbero rientrate nelle misure richieste dall’Europa, che ha aperto la procedura di infrazione su quelli che considera “aiuti di Stato”. Secondo le ultime indicazioni arrivate dall’Ue, ai grandi gruppi industriali e alcuni colossi nazionali, si aggiungono società partecipate e in house, oltre a centinaia di aziende di media dimensione.

Lo spettro della restituzione al 100% si è materializzato con una lettera di convocazione inviata alla Regione dai ministeri competenti. Una partita che, a conti fatti, potrebbe aggirarsi sui 150 milioni di euro, forse più.

Il carico fiscale, nell’area del cratere, negli anni di sospensione delle tasse, tra tributi e contributi “congelati” è stato elevatissimo. Adesso, si apre una seconda fase legale, con il ricorso al Tar, e di contrattazione, con l’intento di salvare il salvabile.

E far salire al massimo il calcolo dei danni, non solo materiali, ma riferiti ai periodi di interruzione parziale o totale dell’attività e ai conseguenti mancati introiti a causa del sisma.