La piscina comunale verrà intitolata a Spallone

7 Maggio 2017

Il sindaco Di Pangrazio: questa struttura è frutto della caparbietà del professore È doveroso che porti il suo nome, è il modo più giusto per rendergli onore

AVEZZANO. Se Avezzano ha oggi una piscina comunale lo deve a Mario Spallone. Appena eletto sindaco, nel novembre del ’93, il professor Spallone riteneva la piscina, oltre al teatro, tra le opere di cui la città non potesse fare a meno. E ci mise tutto il suo impegno perché l'importante struttura, nel 2000, a due anni dalla scadenza del suo secondo mandato, fosse realizzata. In segno di riconoscenza il sindaco Gianni Di Pangrazio ha deciso di intitolarla al professor Spallone. «Ricordo bene», ha detto Di Pangrazio, che in quel periodo era dirigente capo dei servizi finanziari e amministrativi del Comune, «con quanta caparbietà ed energia Spallone si prodigò perché la città potesse disporre di una piscina pubblica. Pertanto è doveroso che la struttura porti il suo nome. Ho già dato disposizioni agli uffici perché venga avviata la procedura». Dunque, dopo Lecce nei Marsi, che nei giorni scorsi gli ha dedicato un busto, anche Avezzano intende rendere onore all’ex sindaco. «Mario Spallone», ha detto Antonio Rosini, ex dirigente ed ex consigliere regionale del Pci, «ha fatto molto per questa città. Ragione per la quale merita di essere ricordato». Spallone seppe infondere fiducia e dare speranza a una città prostrata da Tangentopoli. Dopo la decapitazione, nell’estate 1992, della giunta da parte della magistratura e l’arresto di amministratori e funzionari, Avezzano era allo sbando. Alle elezioni del 1993, la città, da sempre feudo della Dc, volle voltare pagina, affidandosi al comunista Spallone. Fiducia che il professore, ex medico personale di Togliatti, ripagò, guidando per nove anni la città con equilibrio e saggezza. Con quel piglio decisionista, che lo caratterizzava, si mise subito al lavoro. Avendo sempre come bussola l’interesse collettivo. Se prendeva una decisione era quella. Nessuno poteva fermarlo. Al merito di Spallone vanno ascritti anche il nuovo strumento urbanistico, adottato nel 1995, che la città attendeva da 20 anni, l’abbellimento delle piazze e l’ampliamento del cimitero. Particolare attenzione dedicò alle frazioni, portandovi il metano e dotandole di servizi. Per mantenere il contatto con i cittadini, Spallone, si inventò “Telefono aperto” su Atv7, l’emittente di cui era proprietario. Ogni settimana chiunque poteva segnalargli eventuali disfunzioni e disservizi. L'indomani, puntuale, sul posto arrivava una squadra di operai del Comune. Con Spallone in pochi anni la città cambiò volto. E alle Comunali del 1997 i cittadini gli riconfermarono la fiducia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA