La politica riflette sul lavoro che non c’è

30 Dicembre 2016

La morte di Fabrizia e il monito del vescovo riaccendono i riflettori sui tanti disoccupati del territorio

SULMONA. Il monito del vescovo Angelo Spina sulla mancanza di lavoro che ha spinto Fabrizia Di Lorenzo a lasciare Sulmona riporta l’attenzione sulla questione occupazionale in Centro Abruzzo. Durante l’omelia per la sulmonese 31enne vittima dell’attentato di Berlino, il vescovo ha più volte fatto riferimento alla mancanza di lavoro. «Il suo sorriso rimarrà sempre con noi, lei che amava la vita con grandi ideali e forti valori», ha detto il vescovo, «come tanti giovani ha dovuto lasciare questa città per trovare lavoro altrove perché questa nostra terra non riesce a dare speranza alle nuove generazioni che cercano lavoro». Un mea culpa in questo senso è arrivato anche dalla politica, col presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. «Questa vicenda», ha detto, «ha riacceso un grande dibattito riguardo le priorità che investono il nostro Paese ma anche la nostra Regione sul tema della disoccupazione giovanile. Molto si sta facendo, ma dobbiamo fare molto di più. Il tema lavoro, quello stabile e sicuro, nella nostra Regione, deve continuare ad avere la priorità nella nostra agenda politica». In Centro Abruzzo è salito a 10.527 il numero (raddoppiato in un anno e pari ad un terzo dei residenti in età lavorativa) di chi non ha un lavoro o l’ha perso di recente. Secondo i dati dell’ufficio sulmonese del Centro per l’impiego, gli iscritti alle liste di disoccupazione (riservate a chi ha perso il lavoro) e inoccupazione chi non lo ha mai lavorato) sono 9mila e 706; quelli negli elenchi di mobilità (cioè usciti dal circuito produttivo) sono 821, con l’87% di loro (ben 715) destinati a restare presto senza paracadute e aggancio alla pensione. Ma scorrendo i dati viene fuori che i disoccupati dai 35 ai 65 anni sono più di 5mila, cioè più della metà del totale.

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