«La politica si muova per lo sviluppo del Gran Sasso»

L’AQUILA. «Gli amministratori si muovano, per evitare di lasciare il Gran Sasso allo stato brado». È la conclusione a cui è giunto un lettore, Patrizio Panella, dopo aver passato una giornata a...
L’AQUILA. «Gli amministratori si muovano, per evitare di lasciare il Gran Sasso allo stato brado».
È la conclusione a cui è giunto un lettore, Patrizio Panella, dopo aver passato una giornata a Montecristo e aver fotografato una mandria di mucche al pascolo, proprio sotto quello che resta della vecchia seggiovia, da anni in abbandono.
Una metafora, secondo Panella, di quello che sta accadendo alla montagna aquilana e alla sua stazione sciistica. Il suo intervento rientra nel dibattito sul rilancio del Gran Sasso, in corso ormai da tempo, e rinfocolato recentemente dalle polemiche degli ambientalisti e degli ecologisti in merito alla realizzazione della nuova seggiovia delle Fontari, per i cui lavori da 6 milioni di euro è stata indetta una gara europea.
«Dopo aver letto vari articoli su questo argomento», dice Panella, «e aver poi visto a Montecristo una mandria di mucche aspettare la seggiovia per andare a pascolare, ho capito perché le cose, evidentemente, stanno bene così e non si deve far nulla, affinché vengano modificate. Chiedo quindi a chi di dovere di attivarsi, per fare in modo che le cose ricomincino a funzionare sul serio. E sono sicuro che i cittadini aquilani saranno al vostro fianco».
Prima di affidare i lavori per il nuovo impianto di risalita a una delle due ditte che hanno risposto al bando, occorre replicare alle osservazioni sul progetto, arrivate in sede di valutazione ambientale: intanto la prossima stagione partirà con la vecchia seggiovia. E c’è il rischio, secondo il sindaco Massimo Cialente, che si areni anche la privatizzazione del Centro turistico del Gran Sasso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

