La preghiera e il ricordo negli 80 anni della strage

Si ripete a Santa Chiara il rito dedicato alle vittime del bombardamento della Zecca I vigili del fuoco tornano a deporre la corona ai piedi della statua della Madonna
L’AQUILA. Il ricordo della brutalità della guerra scandito tra le preghiere. E poi l’omaggio floreale alla statua della Madonna, adagiato lì in alto da due vigili del fuoco. Si è ripetuta ancora una volta, ieri pomeriggio, la tradizionale cerimonia dell’Immacolata Concezione nel piazzale del convento di Santa Chiara, all’Aquila. Questa volta ancora più sentita, perché nell’ottantesimo anniversario del bombardamento del 1943 allo scalo ferroviario, all’Officina carte e valori della Banca d’Italia e al Borgo della Rivera, nel quale persero la vita in centinaia tra civili e militari. A prendere la parola nel breve rito, anche l’arcivescovo coadiutore Antonio D’Angelo, padre Simone Calvarese che guida il convento e la consigliera comunale Tiziana Del Beato.
La cerimonia, come ogni anno, è stata curata dai Frati cappuccini, dalla sottosezione dell’Aquila dell’Unitalsi con il contributo della Fondazione Carispaq. La festa dell’Immacolata Concezione rappresenta un evento importantissimo per i frati, essendo l’Immacolata la patrona dell’Ordine. All’Aquila, però, alla celebrazione religiosa, si unisce la commemorazione del bombardamento. La stele con la statua dell’Immacolata Concezione presente nel piazzale di Santa Chiara fu innalzata proprio per ricordare la tragedia di 80 anni fa il giorno della Festa dell’Immacolata. Furono 27 gli aerei americani che bombardarono la zona. Trovarono la morte 19 dipendenti della Zecca, centinaia fra civili, militari tedeschi e prigionieri anglo-americani che i tedeschi avevano rinchiuso nei vagoni piombati come scudi umani proprio per scongiurare il bombardamento. Nella tragica circostanza i frati di Santa Chiara uscirono dal convento e si precipitarono sul posto a prestare soccorso ai feriti.
L’8 dicembre di ogni anno, alle ore 15, i frati, le autorità civili, militari e religiose, il presidente e i rappresentanti dell’Unitalsi, e un nutrito gruppo di fedeli si riuniscono e si svolge una breve ma intensa cerimonia che si conclude con l’omaggio floreale alla Vergine, in segno di affetto alla Madonna e in ricordo alle vittime del bombardamento. Immancabile la collaborazione dei vigili del fuoco e toccante il momento in cui, alzata la scala, due di loro poggiano una corona di fiori ai piedi della statua della Madonna e, al suono della sirena, fa il saluto alla Vergine.
Quando nacque la tradizione dell’omaggio floreale alla Madonna e per tanti anni ancora, i fedeli potevano vedere un aereo che sorvolava avventurosamente la zona del convento e che riversava dal cielo sulla stele una pioggia di fiori. Lo pilotava padre Onorato Maria da Caporciano che insieme ad altri confratelli contribuì alla realizzazione della stele con la statua dell’Immacolata Concezione, progettata dall’ingegner Umberto Perinetti. (l.t.)
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