La prima spaccatura nel 2014 sui fondi Qip

La vicenda dei finanziamenti per i Comuni del cratere del sisma di 9 anni fa finì anche in tv su Report
L’AQUILA. La prima bomba mediatica, all'interno di Confindustria è scoppiata a luglio 2014, sulla gestione dei bandi e sui criteri di assegnazione, da parte del Comitato Abruzzo, dei fondi Quick impact projects (Qip), interventi di microfinanza a fondo perduto, per un totale di 410mila euro. Finanziamenti dedicati a nuove iniziative imprenditoriali con sede nei Comuni del cratere 2009 e in quelli ricompresi nei territori che ospitavano gli 8 macro-progetti, ricompresi nel Fondo Sisma, costituito dai proventi delle donazioni dei lavoratori e delle imprese di tutta Italia, a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. Una questione portata, allora, alla ribalta della cronaca nazionale, con un ampio servizio della trasmissione Report, su Raitre, dall'ex consigliere del Comitato piccole e medie imprese di Confindustria L'Aquila ed ex addetto stampa, Maria Paola Iannella, che ha poi aperto un contenzioso con l'associazione di categoria. Le risorse assegnate con i Qip andavano dai 3mila ai 12mila euro, con un contributo a fondo perduto fino a 7mila euro e un cofinanziamento al 50% tra i 7mila e i 12mila euro. A quel tempo era presidente di Confindustria della provincia dell'Aquila Fabio Spinosa Pingue; direttore Antonio Cappelli. Anche in quel caso Confindustria fu lacerata da aspre polemiche interne, tanto da rendere necessario l'intervento del Comitato Abruzzo nazionale, che chiarì che «il gruppo di valutazione incaricato dal Comitato Abruzzo nazionale, che ha esaminato l'intera documentazione dei Qip ricevuti nelle scadenze previste dal bando, ha operato solo sotto la supervisione del responsabile del servizio Helpdesk del Comitato stesso, che è autonomo e non dipendente dal nucleo promotore, di cui fanno parte invece i sindacati e Confindustria L’Aquila». Inoltre, «la scelta dei progetti Qip finanziati è stata sottoposta a criteri oggettivi pubblicati nell'avviso del bando e nelle procedure di selezione e nessun progetto è stato approvato (o escluso) sulla base di criteri soggettivi del proponente». L'intera vicenda portò ad un fuoco incrociato di polemiche e querele tra le parti interessate. Oggi la storia si ripete, con una nuova burrasca che investe Confindustria, da cui è maturata la decisione del direttore Imperatore di dimettersi.(m.p.)
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