La Procura: Mariangela è stata strangolata
Svolta sul giallo di Borgorose, ma l’assassino che ha tentato di depistare le indagini è ancora in libertà
BORGOROSE. È morta strangolata, senza ombra di dubbio. E qualcuno ha tentato di depistare le indagini facendole ingerire dell’acido muriatico. I primi risultati dell’autopsia sul corpo di Mariangela Mancini confermano i sospetti della Procura. La donna di Borgorose, paese del Reatino non distante da Magliano de’ Marsi, è stata uccisa e il suo assassino è ancora libero.
«Le profonde compressioni rilevate in tutto il collo», evidenzia Giuseppe Saieva, procuratore capo di Rieti, «le ecchimosi petecchiali e la cianosi al viso appaiono idonee a stabilire con certezza che la giovane donna sia morta per asfissia da strangolamento». Le indagini sul delitto della 33enne scomparsa il 12 maggio scorso da Borgorose e ritrovata morta, 24 ore dopo, in un bosco della frazione di Spedino, sono a un punto di svolta. «Malgrado la secca smentita di questo ufficio», prosegue Saieva, «in ordine alle ipotesi di suicidio di Mariangela Mancini, varie fonti di stampa continuano a prospettare la possibilità che la giovane possa aver posto fine alla propria esistenza con mezzi chimici o meccanici assolutamente incompatibili, sulla base delle risultanze autoptiche, con la tesi del suicidio per ingestione di sostanza caustica o autostrangolamento. Tali ipotesi, da chiunque formulate, appaiono un maldestro tentativo di distogliere l’attenzione degli inquirenti dall’attività in corso assolutamente inidonee a ritenere superflue le ulteriori indagini».
Fin dall’inizio i familiari e gli amici della donna hanno escluso l’ipotesi del suicidio. Per meglio chiarire quanto accaduto la Procura aspetta di conoscere i risultati delle analisi sui reperti inviati al Ris. Si tratta degli indumenti che indossava Mariangela Mancini quando è stata trovata morta, ma anche della bottiglia di acido muriatico rinvenuta a una decina di metri dal suo corpo e frammenti di una busta in plastica, anch’essa repertata nel bosco di Fonte San Paolo di Spedino. All’attenzione degli specialisti dell’Arma potrebbero esserci anche il cellulare della ragazza. Al momento il fascicolo aperto con l’ipotesi di reato di omicidio è ancora a carico di ignoti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

