La proposta: al mercato solo venditori locali

15 Novembre 2020

Di Bastiano (Centro giuridico): non bloccare la presenza delle dieci bancarelle nella fase emergenziale

AVEZZANO. Il Centro giuridico del cittadino chiede al Comune di Avezzano di prorogare la sospensione dei mercati settimanali e di aiutare gli ambulanti. A causa dell’emergenza Covid l’altro giorno l’assessore al commercio, Pierluigi Di Stefano, ha annunciato che il mercato (sabato e mercoledì) veniva temporaneamente sospeso. Una scelta in linea con quella di altri Comuni che, per evitare assembramenti, hanno deciso di interrompere l’attività degli ambulanti. Secondo Augusto Di Bastiano del Centro giuridico del cittadino, però, bisogna allungare ulteriormente il periodo di interruzione e trovare delle soluzioni alternative per sostenere gli ambulanti locali. «Il mercato del sabato di Avezzano ha circa 110 stand», ha commentato Di Bastiano, «di questi poco meno di 70 vengono da fuori regione, per lo più dal frusinate, 10 da Avezzano e 20 dal resto della Marsica. Dal momento che è attualmente in vigore il decreto che vieta gli spostamenti da una regione all’altra credo che la scelta dell’amministrazione guidata da Gianni Di Pangrazio di sospendere i mercati sia valida, ma a mio avviso va prorogata». Secondo Di Bastiano, essendo l’Abruzzo zona arancione bar e pizzerie sono chiusi 7 giorni su 7 e di conseguenza vengono meno dei servizi essenziali per chi lavora e chi frequenta il mercato. «Non essendoci il bar non si può andare a consumare qualcosa di caldo e neppure in bagno», ha continuato, «di conseguenza chiedo all’amministrazione Di Pangrazio e all’assessore Di Stefano di prorogare ulteriormente la sospensione del mercato sia per la sicurezza dei cittadini, sia per l’assenza di servizi in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, sia per garantire la sicurezza dei lavoratori. Inoltre», ha concluso Di Bastiano, «essendo solo 10 gli ambulanti che provengono da Avezzano dovrebbe essere trovata una valida soluzione per sostenerli permettendogli magari, come già fatto nella prima fase dell’emergenza coronavirus, di poter svolgere la loro attività in un luogo circoscritto con le dovute precauzioni. Si tratta di un settore importante che dà lavoro ogni giorno a decine e decine di persone. Seppure nelle difficoltà del momento va trovata una soluzione per sostenerli». (e.b.)
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