La proposta degli ex docenti: «Il biennio torni in città»

12 Aprile 2017

SULMONA. Prima un esposto alla Corte dei Conti, seguito da uno all’Anac (Autorità nazionale anti corruzione) da parte degli imprenditori che erano stati incaricati dei lavori, e poi un altro alla...

SULMONA. Prima un esposto alla Corte dei Conti, seguito da uno all’Anac (Autorità nazionale anti corruzione) da parte degli imprenditori che erano stati incaricati dei lavori, e poi un altro alla Procura dell’Aquila ad opera del comitato costituito da ex docenti. Senza queste iniziative, promosse da comuni cittadini e imprenditori, l’istituto De Nino-Morandi, continuerebbe a sprofondare tra erbacce e rifiuti. Così, per ev itare il tunnel del dimenticatoio in cui la scuola di via D’Andrea è caduta da tre anni a questa parte, il comitato di ex docenti torna alla carica con una nuova proposta: far tornare in città almeno il biennio dell’istituto tecnico per Geometri e Ragionieri. L’idea lanciata nell’ultimo incontro avuto col presidente della Provincia Antonio De Crescentiis e l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sulmona Mario Sinibaldi prevedeva di attuare la procedura dello scorrimento nel bando di gara dei lavori sulla struttura per evitare un altro appalto, con relativo spreco di tempo e denaro. L’idea, giudicata non percorribile dai due rappresentanti istituzionali per via dei sigilli su una parte dell’edificio di via D’Andrea, ha così spinto gli ex docenti a caldeggiare il ritorno in città almeno del biennio. «I primi due anni del Commerciale e dei Geometri richiedono solo la disponibilità di alcune aule», spiega il portavoce degli insegnanti Franco D’Amico, «dunque perché non ospitarli all’interno del liceo scientifico Fermi, facendoli tornare in città dall’Iti di Pratola, dove sono da tre anni? Basta con le perdite di tempo, che stanno comportando un notevole calo di iscritti alle due scuole. Il preside Di Paolo che ne pensa al riguardo? Speriamo che si faccia presto».

Nel frattempo, la Provincia, d’intesa con il Comune, sta portando avanti l’accordo con il Provveditorato alle Opere pubbliche che sarà soggetto attuatore dei lavori di adeguamento della scuola in sostituzione della Provincia. La scuola è chiusa da ottobre 2014, dopo il sequestro di parte del cantiere per lavori ritenuti non a norma. Nell’inchiesta sono indagate sette persone. (f.p.)

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