La protesta degli studenti: «Calpestati i nostri diritti»

18 Novembre 2023

In 300 hanno sfilato per chiedere più alloggi, borse di studio e nuove scuole Slogan pro Palestina e un minuto di silenzio per le vittime della guerra a Gaza

L’AQUILA. «Di fronte ai disagi crescenti di chi sceglie di rimanere a studiare in questa regione è indispensabile un ripensamento del modello del diritto allo studio». Queste le parole dei ragazzi che hanno sfilato ieri mattina in città per l’83ª edizione della Giornata internazionale degli studenti. Da Torino a Napoli, passando per Roma, milioni di giovani hanno inondato vicoli e piazze, richiamando Regioni e Governo a fare di più per tutelare il diritto all’istruzione e alla formazione universitaria di qualità. All’Aquila come negli altri centri del Paese, gli studenti hanno veicolato il messaggio dei giovani palestinesi, con slogan pro Palestina e con un minuto di silenzio per le vittime del terrorismo di Hamas e della guerra a Gaza. Intanto, il ministero delle Imprese e del Made in Italy e Poste italiane hanno dedicato un francobollo all’iniziativa. Illustrato da Claudia Giusto, sarà stampato in oltre 200 mila esemplari dall’Istituto poligrafico dello Stato.
IL CORTEO in CENTRO
Circa trecento i ragazzi delle associazioni universitarie e studentesche (Udu e Uds), che hanno preso parte al corteo partito alle 9 alla Fontana luminosa e avanzato tra musica e slogan fino all’Emiciclo. A sostenerli nella loro protesta per la tutela del diritto alla formazione, diversi esponenti della politica, dell’associazionismo e del sindacato, tra cui la segretaria della Flc-Cgil dell’Aquila Miriam Del Biondo, il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Barbara Stella e il consigliere comunale Lorenzo Rotellini.
LE RIVENDICAZIONI
Dai megafoni dei ragazzi i messaggi arrivano forti e chiari: «C’è bisogno di un fondo affitti e di un tavolo permanente di confronto sulla questione che coinvolga studenti, organi del diritto allo studio e politici in ogni singola regione», spiegano i manifestanti. «All’Aquila, a prescindere dalle bagarre politico-amministrativa dell’Adsu, è impensabile avere solo 166 posti letto per la residenzialità studentesca. Scioperiamo oggi anche per la mancata ricostruzione dell’edilizia scolastica», fa sapere Miriam Del Biondo, intervenuta nel corso del corteo di protesta. «L’amministrazione si è dimostrata totalmente insensibile ai nostri problemi», spiegano gli studenti, «i nostri edifici scolastici sono ancora distrutti e in alcune delle sedi dove attualmente siamo collocati abbiamo addirittura problemi di riscaldamento degli ambienti». I diritti degli studenti, all’Aquila, «vengono sistematicamente calpestati da chi dovrebbe invece garantire i diritti dei ragazzi, come nel caso delle borse di studio, considerate come un rimborso spese», commenta Barbara Stella sui social a ridosso della mobilitazione. «Le città in cui studiamo oggi in Abruzzo non si possono definire davvero città universitarie finché non verranno prese misure concrete per tutelare il diritto allo studio», grida l’Udu.
EOLO NON C’È
All’appello dei giovani nel capoluogo abruzzese, non ha risposto Eolo, la sigla di provenienza di Nicola Di Campli, rappresentante degli universitari nel Consiglio di amministrazione dell’Adsu. «Ci siamo attivati fin da subito per un dialogo costruttivo con Adsu, Regione e Comune dell’Aquila, affinché nessuno fosse lasciato per strada, data l’impossibilità di restare all’ex caserma Campomizzi», fa sapere l’associazione in una nota. «Grazie alla collaborazione dell’ Ater e alle convenzioni stipulate è stato e continuerà ad essere possibile consegnare ad oltre 100 studenti fuori sede degli alloggi nuovi e funzionali, a prezzi ridotti. Case che rappresentano la migliore soluzione possibile in attesa della ricostruzione della nuova Casa dello Studente».
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