La Provincia riapre tre strade dopo le proteste dei sindaci

Il presidente Caruso: «Un effetto dei lavori di messa in sicurezza fatti con estrema urgenza» Mari Fiamma (Motociclisti aquilani) dissente: «Solo fumo agli occhi, si va molto a rilento»
L’AQUILA. Il presidente della Provincia, Angelo Caruso, ha disposto la riapertura di tre delle 25 strade – la Sp 12 Frentana; la Sp 80 di Campo Imperatore e la Sr Marsicana tra Opi e Alfedena – chiuse lo scorso aprile con un'ordinanza dirigenziale per motivi di sicurezza, a causa del manto d’asfalto sconnesso. Un provvedimento che aveva fatto molto discutere, suscitando l’ira dei sindaci e facendo scattare rimostranze - soprattutto quelle delle associazioni dei motociclisti - e forme di protesta anche forti, come lo sciopero della fame (poi sospeso) di Francesco De Chellis, un giovane ristoratore di Pacentro. Le tre strade riaperte sono tornate transitabili a tutti gli automezzi. E’ un effetto, spiegano i vertici della Provincia - il presidente Caruso e i consiglieri delegati alla viabilità Gianluca Alfonsi, Pierluigi Del Signore e Mauro Tirabassi - dell’affidamento di lavori di messa in sicurezza per oltre 275mila euro. Soldi che provengono dal plafond di 580mila euro stanziati dall’ente per tamponare l’emergenza, ai quali si devono aggiungere altri 11 milioni che andranno a finanziare invece interventi più strutturali. «Altri affidamenti saranno fatti nei prossimi giorni», ha precisato Caruso, «grazie a essi saranno riaperte a breve tutte le strade chiuse dall’ordinanza». L'ottimismo di Caruso non è condiviso, tuttavia, dalle associazioni dei motociclisti, che restano scettiche e giudicano le parole del presidente della Provincia solo fumo negli occhi. Questo, almeno, è ciò che pensa il presidente del club Motociclisti Aquilani Massimiliano Mari Fiamma: «La strada Frentana», ha dichiarato Mari Fiamma in un'intervista all'emittente televisiva Rete 8 «avrebbe dovuto essere riconsegnata la settimana scorsa, mentre la Strada provinciale 80 era stata risistemata per il Giro d’Italia. Sono passati 40 giorni dall’ordinanza e se questo è il ritmo che la Provincia intende seguire, l’estate ce la siamo giocata senza percorrere strade uniche del nostro Appennino». Lo scorso 11 maggio Caruso aveva promesso, in effetti, che il problema sarebbe stato risolto in quindici giorni, anche se aveva specificato che il ritorno alla normalità sarebbe stato graduale e che la riapertura sarebbe andata di pari passo con la conclusione dei lavori, visto che ogni strada necessitava di un intervento diverso.
«La situazione», aveva denunciato sempre Mari Fiamma qualche giorno fa «non è migliorata ma sta paradossalmente peggiorando. Si è preferito vietare piuttosto che agire, come sta facendo ad esempio l’Anas (divenuta titolare della gestione delle strade provinciali, ndr) sulla statale 80, tratta delle Capannelle, dove si procede a riasfaltare alternando il senso e apponendo limiti di velocità».
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