La rabbia dei tifosi, se la prendono con tutti e tutto

27 Luglio 2018

«Se il club non verrà iscritto in Promozione, Piccinini si dimetta». Di Benedetto: scenario preoccupante 

L’AQUILA. L’Aquila calcio verso la liquidazione e l’amministrazione comunale sotto accusa. Questo è ciò che emerge nella nerissima giornata di ieri. Proprio intorno alle 17, i Red Blue Eagles nella rotatoria di piazza d’Armi hanno appeso uno striscione accusando tutti del triste epilogo della vicenda rossoblù. A questo striscione ne sono seguiti altri due nei pressi di piazza Duomo. La stessa tifoseria organizzata ha dichiarato, in una nota sui social, la sua volontà nel ripartire con un progetto ex novo, senza prelevare nessun titolo sportivo. «Chiediamo di ripartire con dignità, con una nuova matricola e con il nostro nome, L’Aquila. Non vogliamo prendere nessun titolo sportivo a nessuna squadra del comune e del comprensorio aquilano, anche se questo significherà rinunciare a categorie superiori. Sia fatta piazza pulita e si ricominci da zero». Dure le critiche rivolte all’assessore allo Sport, Alessandro Piccinini, a cui si chiede di iscrivere la squadra almeno nel campionato di Promozione. «Gli inetti politici cerchino di rimediare in minima parte ai propri errori, cercando di far iscrivere L’Aquila calcio 1927 in Promozione. Per questo, se si dovesse ripartire da una categoria inferiore alla Promozione, chiediamo a gran voce le dimissioni dell’assessore allo Sport Alessandro Piccinini». Non viene risparmiato neanche il vicesindaco Guido Quintino Liris: «Anche lui ha avuto una parte attiva in negativo nella vicenda». Critiche arrivate non solo dai tifosi, ma anche dall’opposizione in Comune. «Se si dovesse accertare che l’amministrazione comunale ha tenuto un comportamento ambiguo e dannoso nella vicenda, intrattenendo trattative parallele con diversi soggetti e comportando il fallimento della società, l’assessore Piccinini dovrebbe dimettersi all’istante, riconoscendo alla città un anno di errori». Queste le parole del consigliere Americo Di Benedetto, che attesta che la nostra realtà è «l’eccezione che conferma la regola: l’Avellino, l’Udinese, il Perugia, dopo i terremoti che hanno scosso le rispettive terre, approdarono in serie A; L’Aquila calcio invece ricomincerà dai campionati più bassi. Uno scenario davvero preoccupante se pensiamo alla città-cantiere più grande d’Europa».(p.t.)
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