La Regione: calamità per i danni dal gelo

17 Giugno 2016

Martedì il consigliere Berardinetti riceverà gli imprenditori. Ma il Comitato polemizza: «Finora confusione e abbandono»

PRATOLA PELIGNA. La Regione chiederà al governo il riconoscimento dello stato di calamità per le gelate di fine aprile che hanno messo in ginocchio gli imprenditori agricoli della Valle Perligna, della Valle Subequana, della Valle dell’Aterno e dell’Altopiano di Navelli. Lo preannuncia Lorenzo Berardinetti, presidente della Commissione agricoltura della Regione, che convocherà per martedì alle 10, a Pescara, i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria, del Comitato spontaneo degli agricoltori e dei Comuni. Berardinetti è reduce dall’incontro promosso dal Comitato e tenuto mercoledì a Pratola. «Subito dopo l’incontro di martedì prossimo», assicura Berardinetti, «la giunta adotterà la delibera per chiedere al Ministero il riconoscimento dello stato di calamità».

Ma le imprese agricole non possono aspettare la decisione del governo. Hanno bisogno di aiuto, ora e subito. Il raccolto, frutto di un anno di duro lavoro, è andato in fumo. Come faranno a onorare gli impegni? «Conosciamo bene le gravi difficoltà in cui oggi gli imprenditori agricoli si trovano», afferma Berardinetti, «pertanto nell’incontro di martedì, al quale sarà presente anche l’assessore Dino Pepe, rassicureremo gli agricoltori sulla ferma volontà della Regione di non lasciarli soli in un momento così difficile. Dopo avere stanziato un milione e 200mila euro per la viticoltura, interverremo sull’Agenzia delle entrate affinché i mutui contratti dalle imprese vengano dilazionati e opereremo un taglio alle tasse. Inoltre, amplieremo l’elenco dei Comuni colpiti dall’evento calamitoso».

Intanto, c’è da registrare un intervento di Ombretta Petrella, Bruno Rosso e Alfonso D’Alfonso, a nome del Comitato agricoltori. Dopo aver ribadito «l’estraneità dell’azione del Comitato da qualsivoglia azione politica e la sua terzietà rispetto alle diverse sigle di organizzazioni di categoria», Petrella, Rosso e D’Alfonso muovono critiche alla Regione. Innanzitutto l’iter da essa messa in atto «non risponde al protocollo previsto per la gestione delle avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali». Sarebbero state poi «disattese sia le aspettative che gli annunci fatti dai vari livelli istituzionali, nel corso degli incontri a Capestrano e a Pescara». E ancora. «Il bando Ocm per il reimpianto dei vigneti, che nulla ha a che vedere con le problematiche conseguenti all’evento, ha ingenerato confusione e amarezza». Durissimo il giudizio sulla relazione degli uffici regionali di Sulmona dopo l’evento del 26 aprile e che avrebbe dovuta essere alla base della richiesta dello stato di calamità. Essa viene bollata come «incompleta e lacunosa» in quanto gli uffici stessi «non sono stati messi in condizione di potere effettuare i controlli sul territorio». «Ridicola» e «offensiva», nei confronti degli agricoltori, viene ritenuta la motivazione per la quale gli uffici non hanno potuto agire: mancanza di benzina per le auto. «All’improvvisazione e alla mancanza di direttive», proseguono, «si è aggiunta la mancanza di informazione e lo stato di abbandono al quale sono stati lasciati piccoli e grandi comuni, tanto che la delimitazione delle aree colpite rispecchia solo il 50% del territorio effettivamente danneggiato». Per quanto poi riguarda la stima dei danni «in mancanza di una conoscenza puntuale ci si è addirittura rifatti alle produzioni del censimento risalente a sei anni fa, quando lo stesso decreto legislativo 102 del 2004 indica espressamente che tale stima deve essere effettuata sulla scorta delle produzioni dell’ultimo triennio». Il Comitato si chiede poi come mai la relazione, pur ritenendo la stima del danno superiore al 30% affermi che «ci si debba aspettare un probabile diniego dal parte del Ministero sul riconoscimento dello stato di calamità». Il Comitato chiede al presidente della Regione di «avocare a sé» la gestione della vicenda.

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