La Regione: ci sarà una soluzione per il cantiere al Parco Torlonia

14 Luglio 2022

AVEZZANO. «Sono certo che riusciremo a trovare una soluzione per un bene di proprietà della Regione che rappresenta un pezzo di storia, una risorsa e un polmone verde per la città di Avezzano e per...

AVEZZANO. «Sono certo che riusciremo a trovare una soluzione per un bene di proprietà della Regione che rappresenta un pezzo di storia, una risorsa e un polmone verde per la città di Avezzano e per questo non può essere lasciato incustodito e privo di manutenzione». Sono le dichiarazioni al Centro dell’assessore regionale al Patrimonio, Guido Liris, sul rinnovo della convenzione tra Regione, ente proprietario, e Comune di Avezzano, ente appaltante, in merito alla concessione del Parco Torlonia (ex Arssa), senza la quale non potranno vedere la luce nemmeno i lavori di restyling del palazzo del principe e dei due granai. Al centro delle trattative ci sarebbero i fondi per la manutenzione del Parco.
Oltre al palazzo del principe e ai due granai, la Regione vorrebbe affidare al Comune anche la manutenzione del verde per il quale l’Ente ha chiesto fondi annuali stimati in circa 100mila euro.
«Ho convocato l’assessore ai Lavori pubblici dele Comune di Avezzano (Emilio Cipollone, ndc) per discutere della convenzione», aggiunge Liris che sottolinea, «è evidente che è anche interesse della comunità avezzanese non avere una zona non gestita. Farò di tutto per andare incontro al Comune che potrà utilizzare quegli spazi che particolarmente si prestano per manifestazioni socio-culturali. Rimetteremo mano alla convezione anche per far partire il restauro del palazzo del principe e dei granai al fine di poter utilizzare i fondi pubblici disponibili».
Fin quando non verrà rinnovata l’intesa, l’atteso intervento da 3 milioni e mezzo di euro coi fondi Masterplan per il recupero e la valorizzazione del palazzo del principe e dei due granai non potrà iniziare nonostante i lavori siano stati già affidati. Il cantiere sarebbe dovuto partire ai primi di luglio. Secondo il crono programma la conclusione dei lavori è attesa entro il 2023, con tempi di realizzazione fissati in 570 giorni.
Il progetto di uno dei cantieri più attesi dalla città prevede il rifacimento del tetto del palazzo, la realizzazione del Museo archeologico del Fucino nel primo granaio e il trasferimento dell’Archivio di Stato nel secondo, oltre alla riqualificazione dei viali, delle aree verdi e dell’illuminazione. Nella primavera 2017 il Comune diede il via alla gara per la progettazione, con finanziamenti che derivavano da fondi Cipe, poi confluiti nel Masterplan della giunta D’Alfonso. Ad aggiudicarsi i lavori è stato il consorzio Conart Scarl. (f.d.m.)