La Regione ha deciso: sarà Rinaldo Tordera il manager della Asl

12 Febbraio 2016

L’ex direttore Carispaq e amministratore dell’Asm scelto da D’Alfonso alla guida della sanità aquilana

L’AQUILA. Sarà Rinaldo Tordera, un passato da direttore della Carispaq e di recente ai vertici dell’Asm e di Sviluppo Italia Abruzzo, il nuovo direttore generale della Asl Sulmona-Avezzano-L’Aquila. Lo ha deciso la giunta regionale. Non è stato però possibile rintracciare il presidente, Luciano D’Alfonso, e l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, fuori regione per impegni istituzionali per avere un loro commento. La notizia della nomina di Tordera, anche se l’indiscrezione era già circolata, è giunta al culmine di una serie di polemiche tra i fautori del “manager puro”, tra i quali il sindaco Cialente, e coloro che invece ritenevano l’incarico dovesse andare a un medico. Proprio ieri mattina del filone sanità si era interessato anche il consiglio comunale con una sorta di “fuori onda”, stimolato dal consigliere di opposizione Giorgio De Matteis, secondo il quale una mannaia rischia di abbattersi sul capoluogo in vista della riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dal ministro Lorenzin. L’argomento non era all’ordine del giorno della seduta di ieri, ma l’estemporanea di De Matteis ha riacceso i riflettori sul futuro della sanità aquilana. «Mentre il Pd si dilaniava sulla nomina del nuovo direttore generale della Asl», ha detto De Matteis, «sono accadute cose importanti, come la ridistribuzione dei reparti e la localizzazione delle unità operative». L’Aquila rischia di uscirne con le ossa rotte visto che il decreto prevede un solo ospedale di secondo livello. Considerati i “numeri” in quanto a popolazione, l’ospedale di primo livello sarà solo quello dell’area Pescara-Chieti. «Naturalmente», ha aggiunto De Matteis, «saremo noi a farne le spese. Il sindaco non ha capito che il problema non era solo quello della scelta dei direttore generale, perché sul tema della riorganizzazione si sono già tenute diverse riunioni. Vorremmo sapere con chi si è confrontata l’Agenzia sanitaria che ha elaborato questa proposta». La parola d’ordine, insomma, è sempre la stessa, concertazione, anche se finora sembra essere stata la grande assente. Come Cialente ha avuto modo di rimarcare in aula durante il suo intervento, la riorganizzazione della rete ospedaliera deve essere sì portata a compimento, ma sulla base di criteri condivisi con i sindaci del territorio e gli operatori sanitari. «La sanità cura i malati ma porta anche posti di lavoro. La nomina del direttore generale», aveva detto in mattinata il consigliere del Pd, Antonello Berardi, prima della notizia dell’incarico che sta per essere conferito a Tordera, «è qualcosa di straordinariamente importante. È colui che porterà in Regione il nostro progetto di sanità».

Angela Baglioni

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