La Regione: incontreremo i dirigenti della LFoundry

Acque agitate e scioperi, l’assessore Quaresimale pronto a una mediazione I sindacati tornano alla carica: dipendenti mortificati, ristrutturazione pericolosa
AVEZZANO. I sindacati accusano i vertici di LFoundry di «aver tolto dignità» ai lavoratori. Tutto ciò mentre la Regione Abruzzo convoca l’azienda per un faccia a faccia chiarificatore sulla vertenza, nel tentativo di disinnescare le proteste, sfociate nei preannunciati 4 giorni di sciopero. La discussione in corso sulla nuova turnazione è stata bruscamente interrotta a causa di un lavoro di riorganizzazione che l’azienda sta portando avanti senza alcun confronto. Questo a detta delle rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Al tredicesimo incontro, i componenti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uil-Uilm e Failms hanno deciso di bloccare la discussione (ormai nelle fasi finali) e di convocare assemblee e scioperi. Un colpo di scena. «L’azienda stava mettendo in atto una ristrutturazione pericolosissima, senza la partecipazione del sindacato», commenta Antonello Tangredi (Fim-Cisl), «non abbiamo traccia dei vertici cinesi. Inizieremo un pacchetto di scioperi dopo le assemblee (inizieranno domani, ndc) perché pensiamo che sia importante attirare l’attenzione su questa situazione».
A dicembre è stata avviata una riorganizzazione del reparto di ingegneria e nei giorni scorsi i 1.400 dipendenti dello stabilimento hanno ricevuto una lettera con la richiesta di programmare tre giorni di ferie, entro fine mese. Quest’ultimo provvedimento ha acceso la miccia del malcontento. «Stiamo assistendo a un declino dell’azienda, passata in pochi anni da 2.200 dipendenti a poco più di 1.400», precisa Roberto Di Francesco (Fiom-Cgil), «questo ha portato a un impoverimento del sito e di conseguenza del territorio, a fronte dell’assenza di un piano industriale e di una programmazione. Mentre trattavamo per la turnazione, l’azienda stava mettendo in atto un piano di riorganizzazione di cui non sappiamo nulla. Abbiamo una vertenza aperta al ministero da due anni e né la Regione né il governo si sono preoccupati di riconvocare un incontro e di chiedere spiegazioni all’azienda».
Nelle ultime settimane, come ricordato anche da Monica Di Cola (Rsu Uilm), durante l’incontro di ieri mattina al castello Orsini, al quale hanno preso parte il sindaco Gianni Di Pangrazio e il consigliere comunale Alfredo Mascigrande, azienda e sindacati avevano trovato l’intesa sulla nuova turnazione e sui rientri. «In LFoundry si continua a lavorare per il 90% con le commesse acquisite da One semiconductor», evidenzia Michele Paliani (Uilm-Uil), «dove sono i nuovi prodotti? È inaudito che un’azienda come LFoundry non studi come attingere alle numerose risorse che ci sono in questo periodo e che non si preoccupi del vero valore che ha: la competenza dei dipendenti. Per noi è primario passare a un turno più agevole, ma dobbiamo mettere in condizioni lavoratori e lavoratrici, gli stessi che hanno portato lustro all’azienda, di operare senza essere mortificati». Per Fernando Di Gianfilippo (Failms) è importante «tornare al Ministero e capire come questa azienda può ottenere parte degli investimenti che ci sono in ballo».
L’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Pietro Quaresimale, ha contattato ieri i vertici LFoudry chiedendo un incontro. «Come Regione», spiega Quaresimale, «abbiamo chiesto ai vertici dello stabilimento di Avezzano un incontro, al quale prenderà parte anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Si sono detti disponibili e già nei prossimi giorni fisseremo l’appuntamento».
Il segretario del Pd provinciale, Francesco Piacente, sostiene che «la Regione deve riattivare il tavolo istituzionale che, nella scorsa legislatura, più volte si era riunito. Attraverso l’impegno del sottosegretario Gian Paolo Manzella proseguiremo il lavoro istituzionale già avviato per un rinnovato impegno del Mise sulla vertenza».
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