La Regione nega i rimborsi spese ai malati oncologici

La giunta D’Alfonso non si è opposta al ricorso del Governo L’assessore Paolucci: «Faremo subito una nuova legge»
AVEZZANO. Niente rimborsi per i malati oncologici e per i trapiantati. È quanto stabilito dalla giunta regionale guidata da Luciano D'Alfonso che sulla questione non si è opposta al ricorso del Governo. Così il grido di aiuto lanciato da un ex operaio avezzanese malato di cancro e costretto a pagarsi di tasca propria tutte le spese di trasferta all'Aquila si è dissolto nel nulla. Rassicurazioni arrivano però dall'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci: «Faremo subito una nuova legge, quella vecchia era solo una manovrina pre-elettorale». La legge era stata promossa dall'ex presidente del Consiglio, Giovanni D'Amico, e approvata in seconda battuta dalla vecchia giunta dopo una prima bocciatura da parte del Governo. Nella seconda versione il Governo ha contestato l'urgenza. L'ok è arrivato però a fine legislatura, durante il periodo elettorale. Il presidente del consiglio Peppe Di Pangrazio, su istanza dell'ufficio legislativo della Regione, ha così presentato alla giunta una richiesta di opposizione al provvedimento governativo ma l'esito è stato negativo. Anche la Asl è in attesa di decisioni in merito. «Non abbiamo ricevuto ancora nulla al riguardo», ha spiegato il manager della Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, Giancarlo Silveri, «quindi attendiamo le decisioni che arriveranno dall'iter legislativo. La giunta regionale ha infatti deciso, con un atto deliberativo, di non presentare ricorso, riservandosi di approvare in seguito una legge ex novo».
«Purtroppo noi non possiamo aspettare tutto questo tempo», ha affermato S.D.B., l'avezzanese di 60 anni malato oncologico e costretto a viaggiare da Avezzano all'Aquila per andarsi a curare con la radioterapia. «Questo balletto tra Governo e Regione ci ha stancato. Siamo stremati e non possiamo più far fronte a queste spese per le cure». Come lui ci sono decine di persone obbligate a viaggiare verso gli ospedali più grandi per cicli di chemioterapia e radioterapia o per cure post trapianto. Viaggi estenuanti e cure dolorose che, oltretutto, possono essere fatte soltanto se si hanno le risorse necessarie è c'è chi per sottoporsi a questi pesanti trattamenti che però possono salvare la vita, è stato costretto a fare il mutuo. «Siamo una Regione inadempiente», ha sottolineato Paolucci, «e per questo i fondi devono essere tutti considerati extra Lea (oltre i minimi fissati dai Livelli essenziali di assistenza). Io proporrò di trasferire i fondi non alle Asl ma al sociale in modo da poterli poi conferire senza problemi. Faremo la legge in tempi brevi».
Pietro Guida
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