La ricetta di Albertini: creare lavoro

15 Aprile 2016

SULMONA. In classifica sia tra i sindaci sia tra i consiglieri comunali c’è anche un finanziere in pensione. Si tratta di Panfilo Albertini, molto conosciuto in città, il quale si dice pronto a...

SULMONA. In classifica sia tra i sindaci sia tra i consiglieri comunali c’è anche un finanziere in pensione. Si tratta di Panfilo Albertini, molto conosciuto in città, il quale si dice pronto a mettersi a disposizione di Sulmona e dei sulmonesi. Ha le idee chiare e la prima cosa che farebbe se dovesse finire nella stanza dei bottoni di Palazzo San Francesco, è fermare l’emorragia di giovani che continua a essere la piaga più evidente della città. «Senza giovani non c’è futuro», afferma Albertini, «e la prima cosa che farei è quella di individuare le giuste soluzioni per far tornare il lavoro in questo territorio in modo da offrire alle giovani generazioni la possibilità di potersi affermare e contribuire allo sviluppo economico del luogo dove sono nati e dove vivono». Ma per far questo, secondo Albertini, c’è bisogno di scardinare un sistema politico fatto di sudditanze e di giochi di potere che costituisce la vera piaga di questa città. «È stato creato un sistema che non consente a nessun sindaco di poter amministrare in maniera serena e senza condizionamenti», spiega l’ex finanziere, «quando dietro ad ogni decisione ci sono persone che muovono le fila non si va da nessuna parte. Bisognerebbe che sindaco e consiglieri comunali siano più autonomi e lavorino tutti per un unico obiettivo: risolvere i problemi per il bene della loro città. Invece, si pensa solo ad accontentare questo o quel parente o conoscente senza capire che in questo modo non si va da nessuna parte». (c.l.)

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