«La ricostruzione delle frazioni è ferma al palo»
Due movimenti civici e Noi con Salvini attaccano la giunta «Il sindaco Cialente ha “sfrattato” 43 famiglie di Arischia»
L’AQUILA. Che ci fanno due movimenti civici e un partito intorno allo stesso tavolo per una conferenza stampa che demolisce l’operato dell’amministrazione Cialente in merito alla ricostruzione delle frazioni? Pur rimarcando le reciproche differenze i civici “L’Aquila futura” e “Riscatto popolare” e i partitici “Noi con Salvini” alzano insieme il loro attacco a una «gestione scellerata della ricostruzione delle frazioni» portata avanti dal centrosinistra lasciando prefigurare un futuro progetto comune in vista delle elezioni.
«Siamo tre realtà che comunque si riconoscono nel centrodestra, nulla di strano nel momento in cui si converge nel denunciare uno stato incredibile di mala amministrazione che il governo di centrosinistra dell’Aquila riserva ormai da 8 anni alle frazioni», sottolinea il salviniano Luigi D’Eramo, «clamorosamente dimenticate, tant’è che a oggi non c’è un solo cantiere della ricostruzione “pesante” partito. Poi c’è il clamoroso caso di 43 famiglie di Arischia che sono state costrette a lasciare le loro abitazioni per un’ordinanza del sindaco per pericolo di crolli di abitazioni vicine».
Soprattutto «non è chiara la procedura con cui si intende procedere agli abbattimenti e quindi permettere alle persone di tornare a casa», ribadisce l’arischiese Fabrizio Taranta. Ma forse la problematica delle frazioni è soltanto un pretesto per lanciare un messaggio all’altro centrodestra, quello forzista, e al candidato in pectore Guido Quintino Liris. Come a dire: siamo pronti a una coalizione allargata al mondo civico per puntare dritto al voto. Anche se i distinguo ci sono e si fanno sentire. Non tanto sui temi (che uniscono Giancarlo Silveri di “Riscatto popolare” e Antonio Pensa di “L’Aquila futura” al centrodestra salviniano di D’Eramo, Daniele Ferella, Emanuele Imprudente e Fabrizio Taranta), quanto sui metodi e i tempi della scelta di un candidato. Per i salviniani non c’è dubbio che si debba procedere con le primarie. «Credo che tutte le forze rappresentate questa mattina perseguano strategie e obiettivi ben precisi», precisa D’Eramo, «ma in questa fase bisogna avere l’intelligenza di presentare proposte per rispondere alle problematiche dei cittadini. Poi le strategie di natura elettorale e gli accordi verranno successivamente. Noi ribadiamo con determinazione che l’unica strada per dare vita a una coalizione che possa vincere le elezioni sia quella delle primarie». Benvenga, in tal caso, anche la partecipazione di Liris. Primarie respinte invece da Silveri, che tuttavia riconosce che “Riscatto popolare” non per molto tempo resterà senza un proprio candidato: la riserva sarà sciolta «non appena troveremo il metodo giusto». Resta da capire come rendere conciliabile le esigenze salviniane con l’apertura a 360 gradi di Silveri «a collaborare con tutti coloro che non hanno preso parte allo scempio di questa amministrazione, e che si riconosca nelle nostre proposte». Un’apertura anche a sinistra del centrosinistra? Di sicuro lo è all’area forzista di Liris.
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