La rotatoria attesa da anni all’incrocio della morte

Continua la polemica dopo l’incidente costato la vita all’alpino 32enne Mannucci Esposto degli ambientalisti, progetto bloccato, ricorsi: ecco cos’è successo
PIZZOLI. «Le pietre sono importanti, ma la vita delle persone lo è di più». È lapidario il commento del sindaco di Pizzoli, Giovannino Anastasio, alla notizia che all’incrocio del Cermone l’Anas ha deciso di mettere una rotatoria temporanea. «Ce lo ha confermato il capo dipartimento dell’Anas Abruzzo, Antonio Marasco, in un incontro avuto insieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi». Non è la prima volta che le procedure per realizzare un’opera pubblica subiscono una brusca accelerata dopo la perdita di una giovane vita. Era già successo nel novembre 2017, al bivio di San Gregorio, fino a quel momento teatro di incidenti continui. Dopo la morte della 27enne paganichese Valentina Fiordigigli, infatti, si è corso ai ripari costruendo con grande rapidità una piccola rotatoria. E da quel momento in quell’incrocio non si sono più registrati incidenti gravi. Adesso tocca al bivio del Cermone, dove moltissimi automobilisti hanno subìto incidenti. A rimetterci la vita, alcuni giorni fa, è stato un ciclista, il 32enne Mauro Mannucci, militare del 9° Reggimento alpini L'Aquila. «Marasco ci ha promesso che la rotatoria verrà realizzata in tempi brevi», spiega Anastasio, «sarà più piccola rispetto a quella precedentemente progettata, che era di 50 metri». Questa sarà di 28 metri, ma dovrebbe servire a risolvere un problema annoso che da sempre attanaglia l’area del Cermone, confluenza di più strade e teatro in passato di incidenti gravissimi. Quella della bretella del Cermone è una classica storia all’italiana, con un progetto presentato dall’Anas e approvato dalla Soprintendenza. La strada doveva passare dietro al Cermone e al teatro romano e confluire alla rotatoria davanti alla Scuola edile per poi ricongiungersi verso la variante sud. Poi, però, i tempi per l’inizio dei lavori si sono allungati e al momento di partire arriva un esposto di alcune associazione ambientaliste. «La vecchia autorizzazione era scaduta e al momento del rinnovo la Soprintendenza ha bloccato tutto», ricorda Anastasio. Il resto della storia è comune a molte altre opere pubbliche. L’Anas fa ricorso al Tar, che le dà torto, la questione arriva al Consiglio di Stato che dovrà dirimere la questione. Se a questo punto all’Anas venisse riconosciuta la ragione, «il progetto c’è già», ricorda Anastasio. Se invece a soccombere fosse proprio l’Anas si dovrà ricominciare dall’inizio con una nuova progettazione. Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata Stefania Pezzopane che in un incontro ha chiesto a Marasco «perché quel bivio disgraziato ancora non ha la rotatoria, visto che prima e dopo l’incrocio ne sono state costruite diverse». (r.p.)
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