La ruspa cancella l’ex casa di cura Per anni punto nascita marsicano

Edificio a lungo in abbandono, più volte nel mirino dei residenti per le occupazioni abusive e il degrado Al suo posto verrà costruito un grande complesso residenziale con appartamenti e locali commerciali
AVEZZANO. Ruspa in azione in via Trieste, angolo via monsignor Valerii: è iniziata la demolizione dell’ex casa di cura Santa Maria di Avezzano. In pochi giorni la città vedrà cancellato un altro dei suoi luoghi simbolo dove sono venute alla luce generazioni e generazioni di avezzanesi e marsicani. Negli anni, infatti, tante mamme avevano scelto di far nascere i propri figli nel reparto Maternità della struttura sanitaria che si era affermata come un vero e proprio punto nascite nel territorio. Ma nonostante i numeri e le professionalità la casa di cura è entrata in crisi, fino alla sua definitiva chiusura avvenuta nel primo decennio degli anni Duemila. La struttura sanitaria era conosciuta come Lacovara, dal nome del medico Giuseppe Lacovara che la fondò. L’ex casa di cura faceva registrare una media di 540 nascite all’anno.
Nei periodi successivi alla chiusura l’edificio era diventato rifugio dei senza tetto e luogo di spaccio della droga. In più occasioni i residenti del quartiere avevano lanciato un grido d’allarme alle autorità affinché mettessero la parola fine a uno scempio nel cuore della città, tanto da costringere i proprietari a sistemare grate alle finestre e a murare le porte d’accesso per impedire ingressi abusivi. Ora l’ex clinica Santa Maria sta per lasciare il posto a un complesso residenziale con garage, locali commerciali e appartamenti. Il sito è stato acquistato dalla società di costruzione Aedificare srl, dei fratelli Francesco e Marco Sciò. Si tratta delle stessa impresa di costruzioni che, anni fa, sempre ad Avezzano, ha realizzato l’intervento di restyling nella zona di San Rocco e che ha acquistato l’edificio dell’ex Standa, a pochi metri di distanza dall’ex clinica. Dove un tempo c’era la Standa sono in corso i lavori di ultimazione di un piccolo complesso residenziale.
La vertenza della Santa Maria cominciò alla fine del 2007 quando il pagamento degli stipendi per gli 80 lavoratori divenne irregolare. Nel 2008 le retribuzioni arrivarono a essere trimestrali, ma la situazione degenerò a novembre di quell’anno. Poi arrivarono le reperibilità, gli straordinari e le indennità di turno. Il colpo di grazia nell’ottobre 2010 quando il punto nascite venne disattivato. La politica marsicana tentò il possibile per mantenere operativa la struttura, in particolare l’allora sindaco di Avezzano Antonio Floris si era impegnò su più fronti per salvare la clinica che nel 2011 venne venduta con un’asta pubblica all’Opera Santa Maria della Pace. Clamorosa fu la protesta dei dipendenti che salirono sul tetto. (f.d.m.)
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