La salma di Federica oggi rientra a Sulmona

Caduta dal balcone a Roma, rilasciati i documenti per restituire alla famiglia il corpo della 31enne
SULMONA. È atteso per questa mattina il nulla osta per il rientro in città della salma di Federica Basile, la giovane sulmonese di 31 anni precipitata dal balcone al sesto piano della sua casa romana nel quartiere Tuscolano, dove abitava da qualche mese.
Dopo l’ok della Procura si attende che anche il Comune di Roma rilasci la documentazione necessaria per la riconsegna del corpo alla famiglia. Se non ci saranno intoppi e ostacoli burocratici, il feretro dovrebbe rientrare nella giornata di oggi per essere composto nella sala funeraria di via Lear.
Una tragedia, quella che ha coinvolto la 31enne sulmonese, che ha colpito l’intera città. La famiglia Basile, proprietaria di un noto caseificio, è infatti molto conosciuta e apprezzata da tutti. Tanti i messaggi di cordoglio che si leggono sui social da parte di amici e conoscenti, ancora increduli per l’accaduto: «Resterai sempre nei nostri cuori», si legge in molti di essi . E ancora: «Sei volata in cielo troppo presto, ora sarai un angelo del paradiso». Il tragico episodio si è consumato nel tardo pomeriggio di domenica. Erano le 19 quando in una traversa di via Veturia, nell’area urbana Furio Camillo, si è consumata la tragedia. «È accaduto tutto in un attimo», racconta una giovane romana testimone del fatto. «Ho visto la ragazza nell’aria e poi il corpo finire su un’auto parcheggiata nella strada sottostante. Sono rimasta sconvolta e per quattro ore non mi sono mossa dal balcone per vegliarla. Sono rimasta lì fino a quando l’hanno portata via. Non la conoscevo, viveva nella casa di fronte alla mia da poco, e a volte la vedevo fumare sul balcone. La mattina, ho saputo, era rimasta chiusa fuori il balcone», continua la vicina di casa, «e per aprirlo aveva dato un calcio alla finestra e si era ferita. Ha chiamato anche il 118 facendosi medicare, ma non è voluta andare in ospedale. Poi, la sera, la tragedia». Federica Basile risiedeva nella Capitale da qualche anno per motivi di studio e sembrerebbe che domenica mattina, dopo essersi infortunata al piede, abbia parlato con il padre per metterlo al corrente dell’accaduto. Il genitore l’avrebbe subito rassicurata dicendole che sarebbe partito da Sulmona per raggiungerla a Roma e stare con lei. Ma non ha fatto in tempo a vederla viva perché nel frattempo si è consumata la tragedia. (c.l.)

