«La sanità funziona grazie ai sacrifici di chi ci lavora»

Cialente (segreteria Pd): lo studio di settore della Regione per l’Abruzzo prevede l’ampliamento di 1000 posti. I livelli assistenziali ora sono comunque alti
L’AQUILA. «Nei prossimi tre anni la sanità abruzzese necessiterà di assumere, oltre la copertura del turn over e la stabilizzazione dei precari, altri 1000 operatori, dei quali 450 medici ed oltre 500 fra infermieri ed operatori sanitari». Lo afferma Massimo Cialente, ex sindaco dell’Aquila e ora responsabile della sanità nella segreteria regionale Pd.
«E' quanto emerge dallo studio esigenziale, peraltro richiesto a tutte le Regioni dal Ministro della Sanità, Grillo», dice, «che la Regione ha già definito: una delle prime regioni ad avere delineato la fotografia esatta del fabbisogno delle piante organiche per i prossimi anni. Credo di poter affermare che nonostante gli enormi sacrifici imposti dal Commissariamento e dal piano di rientro, la sanità abruzzese funziona, con alta qualità delle prestazioni. Ciò grazie al "superlavoro" al quale quotidianamente si sottopongono i suoi operatori. Che la nostra sanità funzioni e che nonostante i sacrifici terribili, dal 2014 ad oggi, sia migliorata di tanto, lo dimostra l'impennata dell'andamento dell'indice dei Livelli essenziali assistenziali (Lea) che dai 152 punti del 2013 (il minimo è 160), nel 2017 ha raggiunto il valore di 202, che ci avvicina alle Regioni con il miglior sistema sanitario». «C'è ancora molto da migliorare» aggiunge, «ma alcuni risultati sono importanti. Dovendone segnalare uno, che deve essere ulteriormente migliorato, è quello che si riferisce al sistema dell'emergenza-urgenza. Partendo dal postulato dettato dalle nuove frontiere della Medicina, oggi la questione centrale per il sistema sanitario è quella di assicurare al cittadino, in caso di emergenza, ovunque egli risieda o presenti il problema, il diritto e certezza di una diagnosi il più possibile orientata. E' la diagnosi immediata o almeno un preciso orientamento diagnostico quello che permette di portare il paziente nella struttura più idonea a prestare le cure necessarie. Pensiamo alle grandi urgenze cardiovascolari, neurologiche, ai gravi traumi. La diagnosi la fa il medico che arriva subito. Ebbene nella nostra regione, delle 60 ambulanze a disposizione, ben 41 hanno il medico a bordo. Una garanzia di soccorso pronto ed efficace».
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