La scuola per 500 alunni finanziata e mai realizzata
Area individuata e progetto già pronto, ma da cinque anni è tutto fermo Il Comune: «Colpa della burocrazia e delle leggi che cambiano continuamente»
SULMONA. Doveva essere ultimato nel giro di due anni per dare una soluzione sicura e antisismica ai bambini delle elementari e delle medie. E nell’attuale situazione di emergenza che sta vivendo Sulmona, con 13 edifici scolastici considerati a rischio sismico e con l’inizio dell’anno scolastico che quasi sicuramente slitterà di un mese, avrebbe risolto molti problemi. Eppure sono passati cinque anni e il progetto per la realizzazione di un nuovo edificio scolastico per ospitare 500 alunni e risolvere le carenze di spazi nelle scuole primaria e dell’infanzia è ancora al palo. «Colpa della burocrazia e delle leggi che cambiano continuamente», si affrettano a giustificare da palazzo San Francesco. La realtà è che dopo i primi momenti di mobilitazione conseguenti agli stati d’animo e di apprensione creati dal terremoto dell’Aquila, tutto è tornato a viaggiare con i ritmi abituali della burocrazia e degli uffici pubblici italiani.
IL PROGETTO. È inserito in quello più ampio a carattere regionale “Scuole d’Abruzzo-Il futuro in sicurezza”, prevede la realizzazione di un edificio di edilizia scolastica antisismico e sperimentale con l’utilizzo di materiali e tecniche all’avanguardia anche sul fronte del risparmio energetico. A disposizione 6 milioni e 264mila euro di fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), messi a disposizione dalla Regione. Già individuata l’area sulla quale sorgerà a ridosso degli impianti sportivi della Potenza, un’area già di proprietà del Comune nei pressi di viale XXV Aprile.
La scelta di realizzare l’edificio scolastico nel quartiere di viale XXV Aprile non è stata casuale: l’area è tra le più popolose della città, con circa 8mila residenti su un totale di 25mila. Inoltre, si trova a ridosso di molti altri edifici scolastici tra cui l’elementare Lombardo Radice, la scuola media Ovidio, il liceo psico-pedagogico. I tempi di ultimazione dall’allora amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Fabio Federico erano stati stimati in due anni, giudicato un periodo ragionevole. Tanto che l’ex assessore ai Lavori pubblici Nicola Guerra dichiarò che la scuola sarebbe stata inaugurata prima della scadenza del termine stabilito. Ma a giudicare dai fatti non è andata così.
IL PRIMO STOP. Con la caduta di Federico e l’avvento alla guida del Comune di Peppino Ranalli, il progetto ha subìto un primo stop dovuto alla decisione della Regione di ridurre il finanziamento da 6 milioni di euro e rotti, prima a 4 milioni e mezzo e poi a 4 milioni.
Decurtazione che ha obbligato il Comune a rivedere il progetto scegliendo la strada dell’appalto integrato in modo che gli amministratori potevano avere un ventaglio di progetti tra i quali scegliere il migliore. L’appalto integrato prevede infatti la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori da parte dell’impresa aggiudicataria. Tra ritardi e amnesie si è arrivati allo scorso mese di aprile quando è stato approvato il nuovo codice dei contratti delle pubbliche amministrazioni che escludeva l’appalto integrato. Novità che ha costretto il Comune a rivedere tutto il progetto, che ora dovrà essere sezionato in due gare: la prima per il progetto esecutivo e la seconda per l’esecuzione dei lavori.
«Penso che nel giro di qualche mese saremo nelle condizioni di poter espletare la prima gara», afferma il nuovo assessore ai Lavori pubblici, Mario Sinibalbi, «per poi andare avanti con l’altra per l’esecuzione dei lavori che dovrebbero iniziare entro un anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

