«La scuola pubblica ha funzione di servizio essenziale»

23 Febbraio 2017

Intervento dell'ex provveditore agli studi Romolo Zarro, dagli organici dei docenti fino alle assegnazioni

Terminata la fase delle iscrizioni, che ha visto in campo nazionale il 54,6% degli allievi optare per i licei, il 30,3% per gli istituti tecnici ed il 15,1% per gli istituti professionali, in analogia con le tendenze dei giovani abruzzesi, si sta ora procedendo alla formazione dell’organico di diritto, quindi alla individuazione dei docenti soprannumerari, poi ancora alla presentazione delle domande di mobilità, alla varie fasi dei trasferimenti, infine alle assegnazioni provvisorie. Il Parlamento è attualmente impegnato nell’esame dei decreti emanati dal Governo in applicazione della legge cosiddetta sulla Buona scuola. Anche le recenti innovazioni delegate per gli esami di licenza media e di maturità hanno sollevato problematiche non sopite; bisogna sgombrare il pericolo che esse comportino un allontanamento del sistema scolastico italiano da quello europeo. È sicuramente positivo che conterà di più il percorso formativo scolastico dell’allievo, ma l’eliminazione del “quizzone” e della tesina interdisciplinare fanno insorgere perplessità; una scelta alternativa, in Parlamento, appare opportuna.

Si è ora nel pieno dell’intenso periodo centrale dell’attività didattica dei docenti; in essa i Dirigenti dovranno impegnare tutta la loro professionalità perché funzioni al meglio il complesso sistema istituzionale ad essi affidato. Spesso nel passato si è inteso intervenire nel sistema scolastico per “tagliare la spesa pubblica”. Al di là di alcuni casi facilmente accertabili in cui la carenza di allievi certamente non giustificava la presenza di Istituzioni, di Scuole o Corsi, i tagli operati, non solo hanno rafforzato l’idea dell’esistenza di una cultura dello sperpero nell’Amministrazione scolastica, ma hanno comportato anche la necessità della riorganizzazione quasi annuale delle Istituzioni scolastiche che ha prodotto incertezza sulle sedi, sia per il personale non docente, sia per i docenti, sia per i Presidi con tutti gli inconvenienti che ne sono susseguiti.

La stabilità delle istituzioni, correttamente coniugata con la mobilità, è, invece, sempre garanzia di professionalità per una sana amministrazione scolastica; la certezza organizzativa, pur dinamica, è garanzia dei processi formativi, così della loro preparazione come anche dei loro risultati! Queste finalità si raggiungono solo se si riportano gli studenti al centro del sistema sociale, riconoscendo alla Scuola la funzione di servizio pubblico essenziale. Accanto a ciò è necessario apportare maggiore attenzione per la formazione universitaria qualificata dei docenti. Il Miur ha p. osto in campo da qualche mese interventi per arricchire l’offerta formativa nei confronti degli studenti, del personale scolastico, delle stesse istituzioni; occorre anche pure una maggiore attenzione ai procedimenti amministrativi, alla trasparenza, alla gestione degli appalti, in definitiva alle responsabilità dirigenziali.Infine, l’avanzata costituzione di reti tra le Scuole in ambito territoriale deve essere finalizzata soprattutto a rafforzare la qualità dell’offerta formativa di ogni istituto».

(*ex provveditore agli studi)

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