La seconda vita di Lucio: «Noris e Moira due angeli»

1 Maggio 2021

Il direttore del supermercato salvato dall’infarto: il mio cuore batte grazie a loro Alle donne è stata conferita un’alta onorificenza dal presidente Mattarella

SAN BENEDETTO DEI MARSI. La sua seconda vita ha i volti sorridenti di due splendide donne, Noris e Moira. «Non c’è modo per esprimere la mia riconoscenza nei loro confronti. Di quel giorno non ricordo nulla, quello che è accaduto me l’hanno raccontato. Ed è incredibile».
Parte da questa considerazione il racconto di Lucio Rivo, il direttore del supermercato di San Benedetto dei Marsi salvato da un infarto a maggio dello scorso anno, grazie alla caparbietà delle due donne che hanno praticato un massaggio cardiaco e una respirazione artificiale per circa 40 minuti, fino all’arrivo dei soccorsi.
Per loro, Noris Todisco, infermiera specializzata all’ospedale di Pescina, e Moira Baldassarre, volontaria della Misericordia di San Benedetto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito il titolo di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana: “Per il gesto eroico compiuto in piena emergenza sanitaria, nel cuore della prima ondata della pandemia”.
«Mi sono risvegliato dopo sette giorni di coma, ero in ospedale», racconta Rivo, 51 anni, di Avezzano, «sono stati i medici a dirmi quello che era accaduto. Diciamo che il protagonista principale della vicenda, per una volta, è il testimone meno attendibile (sorride, ndc). Quando mi sono svegliato avevo un forte mal di schiena. Ho saputo che era per via del persistente massaggio cardiaco delle due donne che mi hanno salvato la vita».
Da quella scampata tragedia è nata anche un’amicizia. «Dopo aver ripreso coscienza e dopo aver riacquistato un po’ di forze, in seguito all’intervento subìto a Teramo», racconta ancora Rivo, «ho unito tutti i tasselli di questa storia. Lo scorso settembre, quando sono tornato a casa, i colleghi di lavoro mi hanno organizzato una festa a sorpresa. E c’erano anche loro, Noris e Moira. Non c’è modo per descrivere la riconoscenza nei loro confronti. Ringrazio anche i medici dell’ospedale di Avezzano e di Teramo, che in piena emergenza Covid sono stati molto professionali e umani».
Quindi torna a quel 26 maggio, agli istanti prima del malore. Momenti che ha rivissuto dai racconti. «Moira era già alla cassa, probabilmente l’avevo anche salutata poco prima», afferma Rivo, «ed è subito intervenuta, mentre Noris è arrivata dopo pochi secondi perché chiamata. Insieme, per 40 minuti, non si sono arrese, con un continuo massaggio cardiaco, fino all’arrivo dell’ambulanza. Pensavano che avessi avuto dei danni cerebrali o agli organi vitali visto il tempo trascorso», aggiunge il 51enne, «e invece eccomi qui, fortunatamente è andata diversamente. Grazie a loro, i miei due angeli. Il riconoscimento? Se lo meritano tutto. Mi hanno ridato la vita, il mio cuore batte grazie a loro».
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