La senatrice Di Girolamo: «Opera dannosa da fermare»

SULMONA. Il conto alla rovescia sulla costruzione della centrale della Snam non ferma la battaglia del fronte del no. L’avvio del monitoraggio dell’aria, partito nei giorni scorsi, dà ufficialmente...
SULMONA. Il conto alla rovescia sulla costruzione della centrale della Snam non ferma la battaglia del fronte del no. L’avvio del monitoraggio dell’aria, partito nei giorni scorsi, dà ufficialmente inizio all’anno di attesa prima di aprire il cantiere. Non tutto, però, sarebbe perduto. Lo ha detto il sindaco Annamaria Casini e lo ripete r la senatrice Gabriella Di Girolamo, secondo cui la battaglia non è persa. «Siamo di fronte a una procedura complessa e avviata da molto tempo, ma ciò non mi ha demoralizzato né mi ha fatto cambiare idea», dice la parlamentare pentastellata. «Si tratta di un’opera non solo dannosa per il territorio, ma anche inutile per l’Italia, soprattutto alla luce degli obiettivi di decarbonizzazione dell’economia, cioè dell’abbandono di fonti fossili come carbone, petrolio e gas, che si fanno sempre più stringenti e ambiziosi, anche nell’ambito dell’Unione Europea, e che il nostro soverno sta sposando con provvedimenti importanti come il super-ecobonus e le comunità energetiche».
Da qui la battaglia degli ambientalisti fatta propria dalla senatrice. «È per questo che da senatrice ho continuato a portare avanti le istanze dei cittadini con ogni strumento che mi consente il mio ruolo», aggiunge. «Dall’ascolto dei comitati alle interrogazioni parlamentari, fino al recente emendamento che ha tutelato gli usi civici nel decreto legge Semplificazioni, la mia azione ha lo stesso obiettivo dei cittadini e degli enti cocali: contrastare la realizzazione dell’opera. In questo anno che ci separa dal malaugurato avvio della costruzione della centrale, continuerò a portare avanti questa battaglia». È stato approvato proprio nelle scorse settimane l’emendamento che tutela gli usi civici, proposto dalla senatrice sulmonese per ostacolare l’iter autorizzativo del metanodotto Snam, la cui centrale è stata già “licenziata”. Soppresse alcune parti del decreto Semplificazioni che consentivano la realizzazione di un’opera di pubblica utilità purché «interrata o che occupi una superficie non superiore al 5% rispetto a quella complessiva oggetto di diritto di uso civico». Col provvedimento arriva un primo stop al progetto delmetanodotto Snam, con il via libera alla centrale che ha superato, invece, anche lo scoglio del Consiglio di Stato. L’emendamento di maggioranza prevede la soppressione del comma relativo al Testo unico sugli espropri, nel quale si dà la possibilità di asservire coattivamente gli usi civici nel caso di opere interrate o che occupino una superficie non superiore al 5% dell’uso civico. A luglio gli ambientalisti avevano lanciato un appello ai parlamentari del territorio sul caso proprio degli usi civici.
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