«La sicurezza è il principale obiettivo»

4 Agosto 2017

L’AQUILA. «Inaccettabile l'ipotesi dello spostamento del Cotugno nell'edificio Edimo di San Demetrio, si facciano le indagini necessarie sull'ex Optimes». Il comitato Scuole sicure dell'Aquila e i...

L’AQUILA. «Inaccettabile l'ipotesi dello spostamento del Cotugno nell'edificio Edimo di San Demetrio, si facciano le indagini necessarie sull'ex Optimes». Il comitato Scuole sicure dell'Aquila e i rappresentanti dei genitori dell'istituto fanno appello alle istituzioni per scongiurare quella che definiscono una soluzione «improponibile» (troppo distante) al problema della sede di una delle scuole più grandi della città, mentre temono possa sfumare l'ipotesi che sembrava mettere tutti d'accordo, l'ex Optimes. Si chiede solo sicurezza. «Al momento attuale», spiega Dario Verzulli (nella foto), rappresentante dei genitori, «non esiste alcun incarico formale per la verifica di vulnerabilità sismica di questa struttura». L'edificio di Pettino, che fino allo scorso anno ospitava la scuola, infatti, potrà essere utilizzato a settembre secondo la sentenza del Tar che, riunito il 19 luglio scorso, ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di genitori contro la decisione della Provincia di tenerlo aperto. «Ho parlato con il dirigente dell'Arap (Azienda regionale per le attività produttive), della sede aquilana, Giancarlo Alterio, che ha affermato che non esiste alcun incarico formale per la verifica di vulnerabilità sismica della struttura ex Optimes», spiega Verzulli. «In pratica, finora, nessuno ha fatto nulla. L'ex presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, ha tenuto un sopralluogo nei mesi scorsi ma non ha mai formalizzato una richiesta di utilizzo di tale struttura. La spesa prevista per la verifica di vulnerabilità è stimata in circa 70mila euro e Arap ritiene di non impegnare tali risorse senza una concreta richiesta di utilizzo della struttura da parte della Provincia. Insomma, siamo stati sistematicamente presi in giro da almeno un anno». Riguardo le altre ipotesi paventate, Verzulli chiede: «Perché andare a pagare fitti a proprietari privati quando esistono strutture di proprietà pubblica regionale? I ragazzi del Cotugno hanno gli stessi diritti e dignità degli altri coetanei che studiano nella nostra regione. Occorre scongiurare il rischio dei doppi turni (ma su questo Caurso è stato chiaro come riportato nel pezzo in pagina ndr), garantire sicurezza e dignità a tutti gli studenti e occorre offrire loro un futuro, una città con una scuola moderna e accogliente, in grado di agevolare il loro futuro. Per i cittadini è sempre più difficile avere fiducia nella politica e queste situazioni alimentano la distanza dalle istituzioni». Insomma, c’è un certo allarme ma le recenti intenzioni delle istituzioni sembrano poter rassicurare gli interessati in tal senso.(m.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.