La società: «L’azienda Tecnocall è solida»

17 Dicembre 2023

Per la proprietà il rischio licenziamenti è riconducibile solo alla chiusura del mercato tutelato

L’AQUILA. «La chiusura del mercato tutelato non è una crisi dell’azienda». Sulla vertenza nazionale che coinvolge circa 2.000 lavoratori in tutta Italia, di cui oltre 100 impiegati nel call center Tecnocall dell’Aquila, interviene la società che gestisce, nel sito di Monticchio, la commessa Acea relativa ai servizi energetici. I lavoratori aquilani sono in mobilitazione per scongiurare il licenziamento collettivo e chiedono il ripristino, nel decreto Energia, della clausola di salvaguardia abrogata dal governo. «In considerazione delle notizie che circolano sugli effetti deleteri che la chiusura del mercato tutelato produce sull’occupazione», spiega l’azienda Tecnocall, «riteniamo utili alcune precisazioni per una migliore comprensione. In ambito nazionale, sono circa 2.000 i lavoratori interessati dalla decisione imposta dalla normativa europea: di questi, 100 circa sono i lavoratori interessati nella commessa Acea, che viene gestita nella sede Tecnocall srl dell’Aquila. La notizia relativa all’impossibilità di applicazione della clausola sociale a chiusura del mercato tutelato ha suscitato la giusta preoccupazione dei sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil com Uil. I lavoratori hanno, quindi, proclamato lo sciopero, condivisibile ma certamente non dovuto a difficoltà del datore di lavoro».
Secondo Tecnocall, «la crisi è legata agli effetti congiunturali di una decisione politica che, al momento, non rappresenta una crisi aziendale. Riteniamo opportuno rimarcare la rilevante differenza e sottolineare la solidità della Tecnocall srl, società che, invece, è ancora in continua crescita ed espansione, pur trovandosi a gestire questo delicato passaggio di mercato. L’immagine societaria», sottolinea l’azienda, «rischia di essere gravemente danneggiata, venendo offuscata da richiami ad una drammatica crisi aziendale inesistente, con il rischio concreto di contribuire a crearla. Tenuto conto dei rilevanti interessi in gioco, in primo luogo la difesa dei livelli occupazionali, l’azienda è e rimane disponibile a fornire dati e indicazioni per meglio raffigurare la vicenda in corso». Nel frattempo, si attendono notizie da Roma: entro la fine del mese va individuata una soluzione che tuteli l’attuale personale. I lavoratori aquilani hanno scritto al cardinale Giuseppe Petrocchi e sono pronti a nuove iniziative di protesta. (r.s.)
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