La solitudine degli anziani è il nuovo allarme sociale

14 Marzo 2021

Emerge dal documento approvato dalla giunta per programmare futuri servizi: «Emarginazione in progetti Case e Map, il Covid ha peggiorato la situazione»

L’AQUILA. A 12 anni dal terremoto del 2009 e a quasi 5 da quello del 2016 del Centro Italia – che ha interessato anche l’Aquilano – si toccano con mano i danni sociali causati alla popolazione a cui, nell’ultimo anno, si sono aggiunti quelli legati alla pandemia. E non ci sono solo le “nuove” povertà a incidere negativamente, ma anche un nemico più subdolo di cui si parla meno: la solitudine. Anche all’Aquila e circondario il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti. Ne dà conto un documento approvato dalla giunta comunale dell’Aquila e che fra qualche giorno arriverà in consiglio comunale. Si tratta del “Documento unico di programmazione 2021-2023 dell’Istituzione centro servizi per anziani Corradino Bafile”, Ente strumentale del Comune dell’Aquila nato nel 1995 «al fine di promuovere la gestione dei servizi sociali in favore delle persone anziane». La relazione ha come principale obiettivo «programmare le azioni future per migliorare e incrementare i servizi». Ma nelle premesse si fa il quadro della situazione aquilana relativamente alle principali emergenze sociali.
SOLITUDINE E DEPRESSIONE. «In considerazione del nuovo contesto socio-demografico e territoriale delineatosi a seguito degli eventi sismici del 2009, del 2016 e del 2017» si legge nel documento «le linee programmatiche delle attività di competenza del Centro servizi anziani risultano improntate ad assicurare una articolata rete di servizi in favore dell’utenza, da erogarsi attraverso specifici interventi professionali. Questo anche alla luce dei nuovi e più complessi bisogni manifestati dalle persone anziane. Si evidenzia in merito che i nuovi insediamenti abitativi delineatisi a seguito degli eventi sismici, con particolare riferimento a quelli di cui al progetto Case e ai Map, sono tuttora lontani dall’assumere il profilo e l’identità di stabili contesti di vita sociale e di quartiere, rappresentando in tal senso aree ad alto rischio di emarginazione. Tali aggregati, pur se serviti da mezzi urbani di linea, non sono facilmente raggiungibili e risultano carenti di servizi, di presidi sociali e sanitari, così come per lo più di luoghi di culto e di aggregazione sociale, con l’inevitabile conseguenza che, soprattutto quella fascia di popolazione anziana, non autonoma negli spostamenti, è costretta all’isolamento, causa di solitudine e depressione. Analoga valutazione può esprimersi anche con riguardo alle persone anziane rientrate nelle proprie abitazioni le quali, anche se non decontestualizzate, si trovano a vivere le difficoltà connesse a una città in ricostruzione. Gli anziani e più in generale le persone con fragilità, costituiscono pertanto quella componente di cittadini a carico della quale i disagi sociali, ambientali, abitativi e relazionali, nonché quelli di salute fisica e psichica conseguenti agli eventi sismici, continuano ad incidere in misura più rilevante, con conseguente necessità di attivare specifici interventi di natura socio-assistenziale e socio-sanitaria. In fase di programmazione delle attività per il periodo di riferimento, si impone pertanto la necessità di conoscere e di monitorare in modo capillare la condizione dell’utenza attraverso la costruzione e il costante adeguamento di un’analisi di contesto in grado di descrivere le caratteristiche della popolazione anziana, i relativi bisogni, nonché i fattori di cambiamento che hanno modificato il sistema di welfare. L’ambito territoriale del Comune dell’Aquila è caratterizzato da un’elevata concentrazione di persone anziane con problemi di non autosufficienza grave o, comunque, tale da comprometterne più di una funzione, ossia l’autonomia a svolgere le normali attività della vita quotidiana. Le persone anziane presentano fragilità che rendono ancora più marcati i bisogni cui dare risposta, caratterizzati dalla perdita di riferimenti, dal mutare dei luoghi e delle condizioni, spesso accompagnate da disgregazione familiare, situazioni queste che aggravano ulteriormente i già pesanti problemi degli ultra 65enni non autosufficienti».
EMERGENZA COVID. «L’emergenza Covid19» è scritto ancora nel documento «ha messo la popolazione in uno stato di allerta tuttora in corso, sia dal punto di vista sanitario sia dal punto di vista economico, con significative ricadute in ambito sociale, che hanno principalmente coinvolto le fasce di popolazione, tra cui gli anziani, che già vivevano in condizioni di bisogno, di isolamento e malattia. La realtà aquilana è stata chiamata a grandi sforzi per contrastare il coronavirus, rafforzando le misure preventive, attivandosi per individuare e isolare i casi, mettere in campo adeguate procedure gestionali e di contenimento. È stato necessario rispondere alle necessità della popolazione, impiegando inedite forme di vicinanza alle persone, alle famiglie, e in alcuni casi coinvolgendo attivamente comunità locale e associazionismo».