La storia di Esther emigrante a Ginevra alle Nazioni Unite

20 Gennaio 2015

Carsoli, la giovane è stata selezionata per uno stage «All’estero si scommette di più sulle qualità dei giovani»

CARSOLI. Si laurea a 24 anni in Scienze politiche con una specializzazione in relazioni internazionali e dopo pochi mesi parte per la sede delle Nazioni unite a Ginevra. La storia di Esther Cappelli è comune a quella di tanti ragazzi italiani che sognano di crescere professionalmente e, senza pensarci due volte, salgono su un aereo e partono alla conquista del mondo. Nata e cresciuta a Carsoli, Esther ha avuto sempre la passione per la comunicazione internazionale. Per questo, quando a 22 anni ha conseguito la laurea triennale in Scienze politiche all'università La Sapienza di Roma, non ci ha pensato su due volte a continuare il percorso iniziato e specializzarsi in Relazioni internazionali. La necessità di fare un'esperienza all'estero è maturata poi con il passare dei mesi soprattutto scrivendo la tesi in Politica economica internazionale. In cuor suo sapeva che era ora di preparare la valigia. «Dopo la tesi ho continuato con un master in Euro progettazione», ha raccontato Esther, «ho sempre visto un'esperienza all'estero come la naturale evoluzione del mio percorso di studi e ovviamente lavorare alle Nazioni Unite era il mio sogno. Sono stata selezionata ad aprile per uno stage nelle Nazioni Unite di Ginevra e nel giro di qualche giorno ho fatto le valigie e sono partita. Per i primi tre mesi mi sono occupata di redigere la rassegna stampa, organizzare visite di studio, ho  collaborato all'organizzazione di eventi e alla produzione di materiale informativo sull’Onu dedicato agli studenti, e ho partecipato alla gestione delle piattaforme social ufficiali delle Nazioni Unite di Ginevra. Per altri due mesi di stage sono approdata in un altro dipartimento, dove tuttora mi trovo, e gestisco la comunicazione e le piattaforme social legate al progetto su cui stiamo lavorando con 50 organizzazioni internazionali». Il lavoro assorbe quasi tutta la sua giornata, ma quando la sera torna a casa la 25enne sente la nostalgia di casa. «Questa esperienza è una continua crescita professionale, è stimolante da ogni punto di vista», ha continuato la giovane, «inglese e francese sono ormai le mie seconde lingue, e ne sono felice perché mi sono sempre dedicata con passione al loro studio. Ovviamente mi manca casa, ma per il momento il mio futuro lo vedo a Ginevra. Qui si investe molto nelle nuove generazioni e finalmente sto vedendo i frutti dei miei anni studio».

Eleonora Berardinetti

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