La Tari non aumenta, ma scatta la polemica

20 Gennaio 2021

Il vicesindaco Daniele spiega in aula la mossa di contenimento della tassa, l’opposizione resta critica

L’AQUILA. Nessun aumento della tassa sui rifiuti, ma in consiglio monta la polemica. La ricognizione sui costi della raccolta differenziata porta a porta, in base ai quali viene calcolata la Tari per famiglie e aziende, alimenta lo scontro tra maggioranza e opposizione. Nella seduta in videoconferenza, che recupera quella saltata a fine anno per mancanza del numero legale, è il vicesindaco e assessore al Bilancio Raffaele Daniele ad aprire il confronto sul “caro immondizia”. Da approvare c’è un adeguamento alle indicazioni dell’Arera, l’agenzia regionale di controllo su reti, ambiente ed energia, che rischia di appesantire ulteriormente le tariffe già da tempo annoverate, come ricorda lo stesso amministratore, «tra le più alte d’Italia».
Lo spauracchio di ulteriori esborsi da richiedere agli utenti è generato dalla previsione di dover inserire tra i costi che determinano la Tari anche quelli relativi al personale impiegato da Asm, la società partecipata incaricata di gestire il servizio di igiene urbana. In totale si tratta di poco più di 43mila euro che andrebbero spalmati sulle bollette. «Il pericolo però è stato scongiurato», sottolinea l’assessore, «la tassa non è aumentata». A rendere possibile il contenimento delle quote a carico di famiglie e aziende è stato l’utilizzo di un contributo del ministero dell’Istruzione per un ammontare di circa 48mila. Il Comune ha incassato la somma a compensazione della Tari non pagata dalle scuole che non rientrano nella propria sfera di competenza e l’ha utilizzata per coprire il maggiore costo inserito nel piano economico e finanziario, che complessivamente si attesta a circa 14,5 milioni di euro, relativo alla gestione della differenziata.
Per l’opposizione, però, si è trattato di una mossa tardiva e opportunistica. «La programmazione è stata calpestata», sottolinea Lelio De Santis (Cambiare insieme-Idv), «l’atto arriva all’approvazione in grave ritardo e non esprime alcuno sforzo particolare». L’auspicio formulato da Daniele di poter ridurre gli esborsi è destinato a restare lettera morta, secondo Giustino Masciocco (Articolo 1), se non crescerà la base imponibile applicando la Tari alle abitazioni che recuperano l’agibilità. A detta di Angelo Mancini (L’Aquila sicurezza lavoro), invece, i soldi del ministero andavo destinati al rafforzamento della differenziata nelle scuole. (g.d.m.)
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