La tela di Cardone salvata dopo il sisma Oggi alle 17,30 svelati i segreti del restauro
«I restauri che richiedono creatività: il caso dell’intervento sul dipinto di Giovanni Paolo Cardone, opera vittima del terremoto». È il titolo del terzo appuntamento del ciclo di nove incontri a...
«I restauri che richiedono creatività: il caso dell’intervento sul dipinto di Giovanni Paolo Cardone, opera vittima del terremoto». È il titolo del terzo appuntamento del ciclo di nove incontri a entrata gratuita “Vive l’arte all’Aquila” . L’appuntamento è oggi alle 17,30 al Munda (Museo nazionale d’Abruzzo), nella zona delle 99 Cannelle con la restauratrice professionista, Eugénie Helene Knight, in collaborazione con l’Università dell’Aquila. Al centro dell’attenzione “La Madonna in trono con il Bambino, San Giuseppe, San Francesco d’Assisi, San Giovannino” del 1585, una tela incredibilmente recuperata in un restauro impossibile grazie a una nuova metodologia, sviluppata dalla Knight: il metodo dell’onda. Il dipinto, dalle notevoli dimensioni (236 per 156 centimetri) è stato ritrovato dopo il sisma nel Castello cinquecentesco in una pozza d’acqua “lacero, bucato e completamente bagnato”. I frammenti di tela messi in una busta, sotto la pioggia, si erano deformati. Sovrapponendo la pellicola pittorica, l’opera sembrava irrecuperabile. L’innovativa tecnica ha invece realizzato quello che sembrava impossibile e la tela ha così restituito gli intensi sguardi tra il Bambino e San Giovannino, con la figura centrale della Madonna sullo sfondo verde di un panneggio. Durante l’incontro si parlerà anche dell’opera più nota di Cardone: l’enorme gonfalone dell’Aquila del 1579, nella quale su sfondo rosso la pianta della città, in una rappresentazione fortemente realistica, veniva offerta e retta dai suoi quattro protettori. (m.c.)

