la via che conduce al santuario caro a papa wojtyla

La neve non c'è ma la Provinciale del Vasto, sul Gran Sasso, è ancora chiusa (nella foto). Si tratta della strada che porta a San Pietro della Ienca il piccolo borgo montano dove si trova il...
La neve non c'è ma la Provinciale del Vasto, sul Gran Sasso, è ancora chiusa (nella foto). Si tratta della strada che porta a San Pietro della Ienca il piccolo borgo montano dove si trova il santuario dedicato a Giovanni Paolo II.
Ieri sulla sua pagina Facebook, l'ex consigliere comunale Pasquale Corriere (che è anche presidente dell'associazione San Pietro della Ienca) ha annunciato che, se la situazione non verrà sbloccata entro oggi, presenterà una denuncia alla magistratura per interruzione di pubblico servizio.
È chiaro che nel mirino c'è la Provincia che da anni ha posizionato una sbarra all'inizio del tratto stradale che viene abbassata quando c'è il rischio valanghe.
«Una giusta precauzione se il pericolo è reale», dichiara Pasquale Corriere, «ma in questo momento la neve non c'è, la strada è percorribile senza problemi e non ci sono rischi di valanghe».
«La chiusura», sottolinea il presidente dell’associazione San Pietro della Ienca, «impedisce a centinaia di persone di andare a visitare il santuario Giovanni Paolo II, uno dei luoghi centrali per il turismo religioso della nostra zona. È chiaro che se ci fossero previsioni meteo che annunciano neve la strada può essere tranquillamente richiusa».
Per Corriere esiste, da parte degli enti, una grave sottovalutazione delle potenzialità di San Pietro della Ienca, luogo frequentato per anni da San Giovanni Paolo II quando il papa polacco decideva di concedersi una giornata in montagna. A fine mese, tra l'altro, saranno rimossi i segnali che sull'autostrada indicano il Santuario. L'affitto degli spazi è pagato dal Comune dell'Aquila che da quest'anno ha deciso di non riconfermare il contributo economico. Un altro segnale di quello che Corriere non esita a definire «un boicottaggio».(g.p.)
Ieri sulla sua pagina Facebook, l'ex consigliere comunale Pasquale Corriere (che è anche presidente dell'associazione San Pietro della Ienca) ha annunciato che, se la situazione non verrà sbloccata entro oggi, presenterà una denuncia alla magistratura per interruzione di pubblico servizio.
È chiaro che nel mirino c'è la Provincia che da anni ha posizionato una sbarra all'inizio del tratto stradale che viene abbassata quando c'è il rischio valanghe.
«Una giusta precauzione se il pericolo è reale», dichiara Pasquale Corriere, «ma in questo momento la neve non c'è, la strada è percorribile senza problemi e non ci sono rischi di valanghe».
«La chiusura», sottolinea il presidente dell’associazione San Pietro della Ienca, «impedisce a centinaia di persone di andare a visitare il santuario Giovanni Paolo II, uno dei luoghi centrali per il turismo religioso della nostra zona. È chiaro che se ci fossero previsioni meteo che annunciano neve la strada può essere tranquillamente richiusa».
Per Corriere esiste, da parte degli enti, una grave sottovalutazione delle potenzialità di San Pietro della Ienca, luogo frequentato per anni da San Giovanni Paolo II quando il papa polacco decideva di concedersi una giornata in montagna. A fine mese, tra l'altro, saranno rimossi i segnali che sull'autostrada indicano il Santuario. L'affitto degli spazi è pagato dal Comune dell'Aquila che da quest'anno ha deciso di non riconfermare il contributo economico. Un altro segnale di quello che Corriere non esita a definire «un boicottaggio».(g.p.)

