Lacrime per l’addio all’allevatore Petronio

11 Febbraio 2022

Funerali a Castel del Monte per il padre della Rassegna ovini. Gli amici: «Ha difeso le nostre tradizioni»

CASTEL DEL MONTE. È stato il padre della Rassegna ovini di Campo Imperatore. Un precursore, un esempio per l’intero settore. Della pastorizia ha fatto uno stile di vita, fondendo abilmente il personaggio di ambasciatore del prodotto locale in campo nazionale e divulgatore televisivo, con l’immagine più riservata dell’uomo di montagna, il pastore vero. E così lo hanno ricordato, in tanti, ieri. La palestra comunale di Castel Del Monte non è riuscita a contenere la folla che ha voluto rendere l’ultimo omaggio all’allevatore Giulio Petronio, stroncato a 63 anni dalle complicazioni legate a un intervento per problemi cardiaci ritenuto ordinario. Accanto alla moglie Anna, che ha condiviso con Giulio una vita dedicata alla pastorizia, e ai figli Claudio e Graziano, che ne raccolgono il testimone, gli amici allevatori. Un intero paese, Castel Del Monte, si è stretto intorno al dolore della famiglia, a testimonianza «di quanto Giulio fosse amato e benvoluto», come ha ricordato il parroco don German nell’omelia. Tante le istituzioni presenti: la presidente della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia, Antonella Ballone, il direttore dell’Abruzzo Film Commission, Donato Silveri, il direttore del Parco Gran Sasso -Monti della Laga, Alfonso Calzolaio, Pierluigi Imperiale, con cui Petronio ha collaborato per decenni nell’allestimento della Rassegna ovini, una folta rappresentanza del mondo agricolo delle associazioni di categoria, Cia, Confagricoltura e Coldiretti. E ancora, i sindaci del comprensorio, l’ex sindaco di Castel del Monte, Luciano Mucciante e il primo cittadino, Matteo Pastorelli. «Ci ha lasciati un protagonista della vita di Castel del Monte», ha detto Pastorelli, «il primo a scommettere sul futuro della pastorizia, partendo da una storia millenaria da proiettare in un mondo in forte cambiamento. Ricorderemo sempre il suo sorriso, la sua intelligenza e l’amore smisurato per il territorio, con la mente sempre pronta a nuove sfide: le ultime, per la valorizzazione della lana e le colture antiche da preservare e diffondere». «Sempre in prima linea per difendere l’attività pregiata della pastorizia», ha ricordato Mucciante, «per difendere la nostra storia, la transumanza e le tradizioni locali. A dimostrazione che, se si vuole, si può vivere anche nei piccoli borghi. E farlo con dedizione e passione, proprio come ha fatto lui lasciando ai posteri un insegnamento di vita». (m.p.)
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