Lacrime per l’addio all’ex rugbista Grimaldi

Folla commossa per il saluto alla colonna dell’Aquila rugby, il figlio Matteo: «Ci ha insegnato a sperare»
FOSSA. Una comunità commossa ha accompagnato ieri pomeriggio nella chiesa di San Pietro Apostolo a Preturo nel suo ultimo viaggio Patrizio Grimaldi, bancario ed ex giocatore di rugby, morto due giorni fa a 68 anni di età dopo una lunga malattia. a ricordare Grimaldi, i colleghi del mondo del rugby, che hanno insieme a lui inseguito un pallone ovale agli inizi degli anni '70. La Federazione Italiana Rugby lo ha ricordato come atleta più volte selezionato per le giovanili Azzurre e figura molto conosciuta in tutto l'ambiente abruzzese. Giocava a seconda linea, e il suo contributo in maglia neroverde negli anni ’70 è rimasto indimenticato, come sottolineato anche dal vice presidente federale Giorgio Morelli. Don Alessandro Benzi, il parroco di Preturo, nella sua omelia ha parlato della speranza che accompagna la vita di un credente. La speranza, proprio il concetto espresso dal figlio Matteo, docente e scrittore, in un commosso sui social. «Prendo in prestito le parole di uno dei miei piccoli studenti che ha perso la sua amatissima zia», ha scritto il figlio Matteo, «e un giorno mi ha detto: maestro, sono arrabbiato col mondo. Non è giusto! Le persone non dovrebbero morire. Quando diventano vecchie dovrebbero tornare bambine così possono ricominciare la vita un’altra volta. Io credo che lui abbia ragione. Il concetto di giustizia è una creazione umana, mentre gli eventi semplicemente accadono e talvolta davvero non possiamo farci nulla, pensavo. E invece quest’ultimo periodo con mio padre mi ha insegnato, anzi, me lo ha insegnato proprio lui, che una cosa si può fare: sperare sempre, nonostante tutto e fino alla fine. Buon viaggio papà». (r.p.)
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