Ladra “placcata” dai giocatori di rugby

4 Aprile 2018

Fugge dopo avere rubato generi alimentari nel supermercato, inseguita e fermata da due dipendenti-atleti dell’Avezzano 

AVEZZANO. L’hanno inseguita a piedi, bruciando cento metri in pochi secondi, fino al “placcaggio” finale. Un colpo apparentemente facile che si è trasformato in un disastro per la giovane ladra. La donna si è imbattuta in due atleti dell’Avezzano rugby, entrambi dipendenti del supermercato Conad del Gruppo Pingue.
Mohamed Lamine Traore, conosciuto come Momo, e il suo collega Riccardo Pietrantoni hanno sventato il furto nel locale.
«Sono due mastini», scherza Marco Marinucci, direttore del punto vendita di via XX Settembre, «con loro i ladri non hanno scampo».
Proprio Marinucci, nei giorni scorsi, aveva diffuso tra i suoi dipendenti la foto di una donna che in precedenza aveva messo a segno un colpo, riuscendo a portare via merce per circa 30 euro, nascosta sotto ai vestiti. Foto estrapolata dall’impianto interno di videosorveglianza. Così, quando la ladra è tornata nel supermercato, Pietrantoni l’ha riconosciuta e ha fatto scattare l’allarme. E il suo compagno Traore l’ha bloccata dopo un inseguimento. Una fuga conclusasi nel vicino distributore di carburante.
Entrambi trequarti della società giallonera del presidente Alessandro Seritti, Mohamed Lamine Traore e Riccardo Pietrantoni lavorano da tempo nel punto vendita del centro commerciale. Mohamed Lamine Traore, originario della Costa d’Avorio, vive da anni ad Avezzano, dove ha sposato una giovane del posto.
«Avevo fornito la foto segnaletica ai ragazzi», racconta il direttore Marinucci, «perché quella donna già aveva fatto la spesa senza pagare. Ero appena rientrato quando ho visto Momo che la inseguiva. È stato molto bravo e lo ringrazio. Come ringrazio Riccardo che ha dato l’allarme. Sto valutando se denunciare questa donna, un’italiana di Avezzano».
La ladra aveva rubato tre scatolette di tonno e due pacchi di caffé per un valore di circa 20 euro. Anche stavolta la refurtiva era stata occultata fra i vestiti.
«Non ho fatto niente di eccezionale», si schernisce Mohamed Lamine Traore, «al mio posto chiunque si sarebbe comportato allo stesso modo. Ero stato avvisato della presenza della donna e quando le ho chiesto dove fosse diretta si è messa a correre. L’ho inseguita per un paio di minuti, fino a quando, con l’aiuto di Riccardo, non l’ho bloccata e riportata dal direttore».
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