Ladri tentano di caricare la cassaforte dell’Inail

10 Luglio 2020

Locali messi a soqquadro, ma magro bottino. Manca all’appello solo un tablet Finestre rotte all’Istituto di scienze religiose. Altri colpi a segno sulla statale 80

L’AQUILA. Raffica di furti, anche solo tentati, in città, con un bottino davvero scarso. I ladri, l’altra notte, sono entrati nell’edificio che ospita l’Inail e l’Istituto di scienze religiose. Nella sede dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro hanno messo alcuni locali a soqquadro nella convinzione di poter trovare qualcosa, ma il bottino, a quanto pare, è stato solo di un tablet. I malviventi hanno anche danneggiato la cassaforte nel fallito tentativo di scassinarla, ma si è trattato di un lavoro inutile visto che in uffici di questo genere non ci sono soldi. Poi si sono allontanati. Non prima di aver rotto tre finestre, ma a quanto pare senza sottrarre nulla, nella sede dell’Istituto superiore di scienze religiose che si trova nello stesso edificio di via Vetoio.
Furto a segno, invece, ai danni della lavanderia Visioni che si trova sulla statale 80. Ma anche in questo caso i danni arrecati per entrare nella sede dell’esercizio commerciale sono stati superiori al valore di qualche oggetto trafugato. Tentato furto, poi, in una scuola privata nelle immediate vicinanze. Tutti questi colpi, messi a segno in nottate diverse, sono stati scoperti la mattina successiva.
I sopralluoghi sono stati fatti dalla squadra Volante e poi dalla Mobile che ha effettuato i rilievi di polizia scientifica. Secondo gli investigatori, che passeranno a esaminare eventuali filmati estratti dalle telecamere posizionati nelle vicinanze delle sedi prese di mira, è arbitrario ipotizzare che si tratti della stessa banda.
Intanto, sempre in tema di attività di polizia, gli agenti del Commissariato “Porta Pia” di Roma, d’intesa con la squadra Mobile dell’Aquila, hanno arrestato Karamo Minteh, 27enne gambiano, già destinatario di uno dei provvedimenti di custodia cautelare in carcere per spaccio. Gli arresti erano stati disposti dal giudice per le indagini preliminari nell’ambito di una complessa e articolata attività investigativa conclusa, lo scorso 18 giugno, dagli investigatori della squadra Mobile aquilana contro lo spaccio di sostanze stupefacenti.
In tale occasione, erano stati eseguiti numerosi provvedimenti restrittivi emessi nei confronti di sedici persone, italiane, senegalesi e gambiane, tutte dedite all’illecito traffico di eroina anche se Minteh era riuscito a rendersi irreperibile unitamente ad altri tre gambiani e un senegalese che sono ricercati.
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