Ladro tra le tombe, nei guai un 64enne
Incastrato dalle telecamere: in macchina vasi e decorazioni rubate al cimitero, ricercato il complice
AVEZZANO. In macchina aveva sacchi di iuta con dentro vasi e decorazioni di lapidi. Tutti oggetti depredati tra le tombe all’interno del cimitero di Avezzano. Con l’accusa di furto, un 64enne residente in città, A.M., è stato denunciato. Un complice è attualmente ricercato.
L’indagine è scattata venerdì quando, dopo una segnalazione arrivata alla centrale radio operativa, una pattuglia della polizia locale è intervenuta in via Cavour. La denuncia del furto era stata fatta dalla direzione dei servizi cimiteriali. Anche nei giorni scorsi erano stati segnalati furti di arredi e suppellettili sacre in rame e in bronzo.
Gli agenti, dopo avere visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza piazzate in alcuni punti all’esterno del camposanto, sono riusciti a riconoscere l’autore dell’ultimo colpo. Così sono iniziate le ricerche, diramando una descrizione del 64enne anche alle altre pattuglie che svolgono servizi di controllo in città. A.M., già noto alle forze dell’ordine per aver commesso reati contro il patrimonio, è stato intercettato alla guida di un’auto nella zona nord della città. Una volta fermato, il 64enne ha manifestato evidenti segni di agitazione, dando conferma agli agenti di essere sulla pista giusta. Dal portabagagli della vettura, nel corso di una perquisizione, sono spuntati fuori diversi, voluminosi sacchi di iuta con all’interno vasi ed altre decorazioni lapidarie di bronzo. Per l’uomo è scattava una denuncia a piede libero e l’auto è stata sequestra su disposizione del magistrato di turno. Inoltre, la refurtiva è stata subito restituita alla direzione del cimitero.
In base a quanto accertato dagli agenti della polizia locale, coordinati da Luca Montanari, A.M. si è avvalso della collaborazione di un complice per mettere a segno il furto tra le tombe e in alcune cappelle cimiteriali. Complice che si nota anche nei filmati registrati dalle telecamere. L’uomo è ricercato e rischia ugualmente una denuncia. Inoltre, si indaga per capire se i due siano gli autori anche degli altri raid avvenuti di recente nel luogo sacro. (r.rs.)
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