Lago di Scanno, spunta il Parco per la gestione del bacino

24 Settembre 2019

I Comuni di Scanno e Villalago non hanno ancora formato un comitato per l’amministrazione Ora la Regione sta pensando di individuare l’ente ambientale per l’affidamento del sito

SCANNO. Potrebbe passare nelle mani del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la gestione del lago di Scanno, già sito di interesse comunitario (Sic) e ora anche zona speciale di conservazione (Zsc).
Il bacino naturale più grande d’Abruzzo è stato riconosciuto di proprietà dei Comuni di Scanno e Villalago nel 2017, ma ora la Regione minaccia di individuare il Parco quale ente amministratore del noto specchio d’acqua a forma di cuore, dal momento che le amministrazioni municipali dei due comuni non hanno provveduto alla costituzione del Comitato di gestione del lago. A stabilirlo la direttiva Habitat che, introdotta già da qualche anno nell’ordinamento europeo, il governo abruzzese ora ha recepito grazie all’approvazione delle misure di conservazione per la tutela dei siti della Rete Natura 2000.
Il ministero dell’Ambiente, nello scorso mese di dicembre, ha designato le zone speciali di conservazione e la Regione Abruzzo sta provvedendo all’approvazione dei piani di gestione e alla completa definizione delle misure di conservazione delle aree di interesse comunitario per il ruolo essenziale che hanno nell’ecosistema. Contrarie alla gestione del Parco le forze politiche locali, fortemente irritate dalla presunta incapacità di governance da parte degli amministratori municipali se si dovesse affidare ai dirigenti del Pnalm il ruolo che invece dovrebbe essere proprio dei comuni di Scanno e Villalago.
«Comuni che dovrebbero dare prova di capacità gestionali positive e innovative nell’interesse del territorio e soprattutto in favore delle popolazione locali», commenta Eustachio Gentile, ex sindaco di Scanno e attuale commissario della Comunità montana Peligna. «Per questo mi auguro che venga scongiurata una simile eventualità». Dopo 107 anni il consiglio regionale abruzzese, con un emendamento, ha recepito e fatto proprio un Regio Decreto del 1910 che stralciava il lago dall’elenco predisposto dal ministero dei Lavori Pubblici nel 1899. Nella Gazzetta Ufficiale dell’epoca venne pubblicato un atto grazie al quale si distinguevano le acque del lago di Scanno da quelle di tutto il resto del territorio. Con una sentenza del tribunale di Sulmona il lago di Scanno fu dichiarato bene di uso pubblico dei due enti comunali. Per questo nel 1910 venne radiato dall’elenco delle acque pubbliche.
«Grazie all’emendamento», aggiunge Gentile, «non si dovrebbe più assistere neppure ai diversi comportamenti assunti in passato dalle forze dell’ordine in merito all’applicazione delle regole e della legge per la navigazione e la pesca nelle acque del lago».
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