L’Aquila. Addio Bubbolo, tifoso rossoblù e fustigatore dei guai della città

Muore a 60 anni dopo un lungo ricovero in ospedale: sui social bacchettava i politici sui problemi
L’AQUILA
L’Aquila si sveglia un po’ più sola. Succede quando si perde uno dei simboli della genuinità popolare, uno dei personaggi più conosciuti, capace di strappare una risata a chiunque. E così è per Stefano Bubbolo, scomparso a 60 anni. «Cincia’», in aquilano, era il suo modo per appellare chi non faceva il suo. Lui, invece, con la sua ironia e schiettezza, i problemi li metteva in evidenza e la sua L’Aquila l’amava davvero. La notizia della sua morte, era ricoverato da tempo al San Salvatore, ha suscitato commozione e malinconia. Indimenticabili i suoi video da quella Smart con la quale percorreva in lungo e in largo la città, con i quali denunciava i problemi, come pure quelli fatti in diretta dal consiglio comunale. Dove ieri, su proposta del consigliere Guglielmo Santella, è stato osservato un minuto di silenzio. Stefano era un grande tifoso dell’Aquila 1927. La società rossoblù lo ha ricordato con un pensiero. Una vita pure nei locali e nel mondo del divertimento. Come dimenticare il suo impegno per la discoteca all’aperto Cica Cica Boom, dove sono passate generazioni di aquilani? Altri tempi. Un uomo generoso e dal cuore d’oro simbolo di quella città più popolare. Era autentico. Senza filtri. E mancherà eccome a una città che gli ha voluto bene. Lascia la mamma Gianna, il fratello e le sorelle. I funerali stamani alle 11 nella chiesa parrocchiale di Gignano.
le reazioni
I messaggi di cordoglio sono stati tantissimi, a partire da quello del sindaco Pierluigi Biondi. «Stefano», ha scritto, «è stato una figura nota e riconoscibile per tutta la comunità aquilana, capace, con il suo stile diretto e il suo approccio sopra le righe, di farsi sempre ascoltare. Attento alle dinamiche politiche e sociali della città, non ha mai fatto mancare il suo punto di vista, spesso pungente, ma sempre animato da un forte senso di appartenenza alla nostra comunità. Strenuo tifoso dell’Aquila calcio, ha vissuto con passione le vicende della squadra». Profondamente commossa l’assessore Ersilia Lancia, che scrive: «Ragazzo dal cuore d’oro, ragazzo generoso, ragazzo aquilano. Ci eravamo sentiti per Pasqua con parole di speranza che oggi però rendono ancora più triste la sua dipartita». «L’Aquila perde oggi una delle sue voci più autentiche e riconoscibili», scrive il senatore Guido Quintino Liris. «Un uomo capace di interpretare, senza filtri, il sentimento più vero della nostra comunità. Se ne va un amico, ma anche un punto di riferimento per tanti aquilani. Era profondamente attento alla politica e ai problemi della città, che seguiva con passione e partecipazione. Non faceva sconti a nessuno, con quel suo stile verace, a tratti sferzante, ma sempre sincero». Parole di affetto anche da parte del consigliere regionale Carla Mannetti. «Non ce l’abbiamo fatta eppure ne abbiamo viste e superate tantissime», scrive il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, «però abbiamo lottato anche stavolta. Insieme. Sei e resterai una delle persone a cui ho voluto più bene. Spero che potrai incontrare nella parte della verità tutte le persone con cui sei cresciuto in città e nel Cus, come Mauro Zaffiri e mio papà». Tantissimi i messaggi diffusi sui social.

