20 aprile

Oggi, ma nel 1964, ad Alba, in provincia di Cuneo, Michele Ferrero usciva dallo stabilimento dolciario di famiglia di via Vivaro il primo bicchiere Kristal “otto coste” in vetro di Nutella, con la dicitura "conserva vegetale", da 152 grammi venduto a 160 lire. Era l’evoluzione della Supercrema, del 1951, che era la versione spalmabile dell’ancor precedente Giandujot, blocchetto in carta d'alluminio datato 1946, di “monsù” Pietro Ferrero. Da “nut”, nocciola in inglese, più il suffisso “ella” per rendere il prodotto più orecchiabile al mercato di un Belpaese alle prese con l’ultima fase del Migliore (Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista italiano, morirà per emorragia cerebrale a Jalta, in Unione sovietica, il 21 agosto successivo), con Gigliola Cinquetti che intonava “Non ho l’età”, brano con il quale l’1 febbraio precedente, a 16 anni, aveva conquistato la quattordicesima edizione del Festival di Sanremo, e il sempreverde “Carosello” che, dal 3 febbraio 1957, ancora era la linea di confine tra il mondo degli adulti e quello dei piccoli.
Che dovevano andare a nanna subito dopo l’atteso appuntamento catodico sul Programma nazionale Rai e così sarà fino all’1 gennaio ‘77. L’azienda Ferrero era stata fondata il 14 maggio 1946, nella già menzionata capitale delle Langhe, dai fratelli Pietro e Giovanni Ferrero e dalla moglie del primo Piera Cillario. All'avvio Pietro curava la produzione, Giovanni si occupava della distribuzione e Piera seguiva l’amministrazione (nella foto, particolare, la notizia della visita di Stato di Aldo Moro dal quotidiano torinese "La Stampa", del 19 settembre 1967). Il laboratorio originario, quello di via Urbano Rattazzi, di Pietro, risaliva al 1942 quando aveva deciso di reinterpretare la crema alla Gianduja, a base di cioccolato, zucchero e pasta di nocciole della varietà tonda gentile trilobata intorno al 30%, che era stata inventata a Torino da Caffarel nel 1865 in via del blocco continentale dell’importazione di materie prime napoleonico del 21 novembre 1806 che era perdurato fino all’11 aprile 1814.
In estrema sintesi la Nutella, spalmata su una fetta di pane, puntava, riuscendoci, ad essere il dolce, a buon mercato grazie alla presenza delle nocciole che erano la vera risorsa locale, accessibile alla larga fascia sociale del ceto medio tricolore. Quando il cioccolato puro e in forma solida era ancora golosità per ricchi. Il 10 aprile 1963 delegati dello studio torinese Jacobacci-Casetta, specializzato in brevetti, avevano depositato a Roma la domanda per marchio d’impresa della Nutella al ministero dell’Industria retto dal democristiano Giuseppe Medici del primo esecutivo guidato dal segretario scudocrociato Moro. Nel 1961 era già nata la prima merendina della Ferrero, la Brioss, formata da due strati di pan di spagna con farcitura di marmellata all’albicocca o alla ciliegia. Solo nel 1975 diverrà Kinder e si arricchirà della farcitura al latte. Della storia della Nutella ne tratterà anche Filippo Barbera nel calendario civile del 26 aprile 2021 della Rivista Il Mulino, della omonima casa editrice bolognese. Con la foto dal frame del film Bianca di e con Nanni Moretti, del 1984, con il regista capitolino alle prese col mega barattolo di Nutella.
