Latte a 25 centesimi al litro E gli allevatori sono stufi

9 Aprile 2016

Ruscitti (caseificio Terrantica): margini di ricavo troppo bassi, aziende al collasso Colpa dei prodotti che arrivano dall’estero. Lettera di protesta alla Regione

RAIANO. La fine degli allevamenti nella terra dei pastori potrebbe essere vicina. Il colpo di grazia al settore tipico dell’Abruzzo sta arrivando dal basso prezzo di vendita del latte. Solo 0,25 centesimi al litro, come testimoniano dal caseificio dell’Ansape-Terrantica di Raiano. «Per i produttori di latte non c’è più guadagno», lamenta Fausto Ruscitti, presidente della cooperativa che gestisce il caseificio, «quasi al prezzo di un caffè, si possono comprare sino a quattro litri di latte. Un margine troppo basso che sta spingendo sul lastrico aziende e allevatori».

A soffiare sulla crisi del settore gli interessi dei grandi gruppi di trasformazione. Multinazionali padrone del mercato e in grado di dettare i prezzi della materia prima.

«Stanno stravolgendo il mercato per lucrare sulla pelle degli allevatori», continua Ruscitti, «un meccanismo messo in piedi approfittando della grande disponibilità di latte proveniente dall’estero, che costringe il prodotto abruzzese a rimanere nelle stalle».

Latte straniero che costa meno anche per i minori controlli di qualità a cui viene sottoposto. E per questo i produttori abruzzesi si stanno rivolgendo in massa al caseificio di Raiano. «Siamo un caseificio che riesce a smaltire solo la quantità di latte adeguata alla nostra azienda», aggiunge Ruscitti, «è necessario dare tutela al settore attivando il marchio tipico dei prodotti d’Abruzzo. Ci risulta che la legge sia stata formalmente approvata, ma giace ancora in un cassetto. Anche per questo abbiamo scritto all’assessore Dino Pepe per avere risposte rapide e certe prima che i pochi allevatori rimasti diano vita a proteste o vendano la carne delle proprie mucche. Altre risorse dovrebbero essere prese dal nuvo Psr che deve andare agli agricoltori e non agli affini».

La realizzazione di un marchio tipico è una strada intrapresa anche in altre zone d’Italia. In questo modo si crea un prodotto di qualità per le tavole dei consumatori come fanno nella cooperativa di Raiano.

Il tutto non gravando sul costo finale del prodotto che di fatto, malgrado il costo del latte bassissimo, arriva sugli scaffali con prezzi maggiorati di tre quattro volte. Aumenti dettati dalle speculazioni degli intermediari che anche in questo caso non fanno il gioco dei consumatori finali.

Federico Cifani

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