Lauree e bagordi, l’Ateneo boccia i dottori

Sulla pagina Facebook dell’Università pubblicate le foto coi resti dei festeggiamenti: «Occorre rispetto»
L’AQUILA. «Questa è una foto che non avremmo mai voluto pubblicare». La bacchettata dell’Ateneo arriva via social. Nel mirino i bagordi in occasione delle feste di laurea, che, stando alle immagini, da qualche tempo a questa parte si sono trasformate in un concentrato di eccessi che, come al solito, divide il popolo di Facebook tra innocentisti e colpevolisti. Anche stavolta, il dibattito non è mancato.
«Oggi», si legge sulla pagina ufficiale dell’Università dell’Aquila, «è stata una bellissima giornata di lauree, una festa di tutti. Ma non è questo quello che ci aspettiamo dai nostri studenti. Occorre rispetto per i luoghi che vi hanno accompagnato negli anni di studio, luoghi che vi appartengono e che dovete custodire». Apriti cielo. Dopo la pubblicazione di questo post sul profilo “istituzionale”, si è scatenata la bagarre dei tastieristi seriali oppure occasionali.
«Se foste così intelligenti dal lasciare a disposizione le aule un’ora in più, come avviene in altri atenei, questo disordine non si farebbe», scrive un’ex studentessa. «Invece siete chiusi nella logica per cui l’impiegato deve tornare a casa 5 minuti dopo aver terminato le proclamazioni. Gli studenti e le loro famiglie sono indubbiamente maleducati, ma l’ateneo dovrebbe dare l’esempio».
Immediate le repliche alla prima considerazione. «Sporcherebbero anche l’aula messa a disposizione, la mala educazione trabocca, compresa quella dei genitori, degli zii etc....come portano le vettovaglie ed il resto potrebbero “trattenersi un’ora in più” e ripulire....rispettando il lavoro di quel personale che alle 5, stacca», commenta un’altra utente. E ancora: «Quando uno è maleducato, puoi dargli anche la reggia di Caserta, che tanto la sporca lo stesso. Raccogliere bicchieri di plastica e bottiglie dopo averne fatto uso non richiede grandi abilità cognitive, ma un puro e semplice rispetto per il prossimo e per l’ambiente e un minimo di educazione, cose che, evidentemente, l’Università non insegna», si legge in un altro commento. E, infine, c’è chi parla di «priorità» e stigmatizza la mancata pubblicazione, su un profilo ufficiale dell’Ateneo, di post dedicati ad Antonio Megalizzi, vittima dell’attentato di Strasburgo.
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